Etichettato: suonerie

compagni di viaggio

Al proprietario di un telefono del genere non dovrebbe essere consentito di provare in sequenza e in “profilo normale”, quindi a volume medio-alto, tutte le suonerie di cui il dispositivo è dotato, vero? E se te lo ritrovi a fianco nel tragitto del ritorno mentre stai valutando se sia meglio proseguire con la lettura o schiacciare un pisolino per una manciata di stazioni, e al terzo o quarto squillo realizzi che non sta ricevendo telefonate ma si sta solo trastullando con un passatempo ormai superato da almeno quindici anni, a nulla vale fargli notare che no, non è un comportamento corretto. Se tutti facessero come lui, che babele di suonerie sarebbe questa carrozza che già si distingue dal resto dell’ambiente per la temperatura interna vicina allo zero. Spero che tu abbia trovato la musichetta più consona alla tua personalità, una scelta tra “beep beep” o “bip-bi-bi-bip-bi-bi-bip” o l’immancabile fuga di Bach o il volo del calabrone. Mi spiace aver perso il finale della tua performance, sono certo che chi mi ha sostituito al tuo fianco abbia apprezzato quanto me.

all’unisono

Volge al termine la stagione delle suonerie personalizzate e degli improbabili mash-up in luoghi pubblici in cui reggaeton, hard rock e corporate jingle hanno dato vita momenti di melting pot musicale senza precedenti. Passata la sbornia creativa una volta raggiunta la consapevolezza che sì, con la tecnologia tutto è possibile tanto che non si sa cosa usare, a prova del fatto che è inutile avere contenitori se poi non sappiamo quali contenuti metterci, o semplicemente ci siamo finalmente stufati di perdere tempo passando in fastidiosa rassegna tutti i preset prima di trovare quello che più ci si addice, ora siamo tornati allo squillo. Il caro vecchio drin drin che ci faceva correre al telefono in bachelite collocato in corridoio gridando è per me, con l’obiettivo di intercettare chi ci stava chiamando prima dei proprio famigliari. Il guaio è che siamo passati da un estremo all’altro. Senti drin drin e vedi decine di persone arrabattarsi nella ricerca del loro smartcoso e poi riporlo, dopo aver dato un’occhiata invidiosa al destinatario della chiamata. Anche qui in ufficio, lasciamo il cellulare sulla scrivania e quando suona ci precipitiamo invano a rispondere, perché tutti abbiamo impostato il drin drin con l’opzione fade in e non si riconosce il dispositivo che sta suonando finché non lo si prende in mano. Ops scusate, devo scappare, mi squilla il telefono.

tono su tono

Non ricordo chi scrisse che verrà un giorno in cui la SIAE farà pagare  le suonerie dei telefoni trasmesse a volume elevato in pubblico, quindi accomunate alle altre esecuzioni musicali dal vivo e soggette alle norme sul copyright. Forse è una cosa che ho pensato io, ma ne dubito, sin troppo elaborata. E quello che è successo per la Nokia e il celebre jingle dedicato ai suoi utenti è emblematico; i grandi vendor che ingaggeranno i dj di grido per realizzare remix delle loro musichette – o anche di canzoni celebri – da utilizzare in esclusiva sui loro nuovi modelli. O, faccio un esempio, la famosissima cantante pop che metterà a disposizione tramite iTunes una suoneria dedicata all’iPhone. Tutta roba che esiste già? Comunque, si tratta di un mercato occupato da un servizio di cui, almeno fino a poco tempo fa, non se ne sentiva il bisogno. Ma che mi lascia perplesso: in giro si sentono sempre più suonerie generiche, il classico driiiiiiiin per farmi capire, tanto che tutti siamo sempre lì, sul treno, a controllare chi sta ricevendo la chiamata. Forse la gente è finalmente stufa di set live estemporanei di fronte a sconosciuti?