vi va di salire a vedere il mio nuovo sito?

Non so se avete letto i miei ultimi cosi qui sotto. Se sì, avrete capito che mi sto trasferendo su un sito tutto mio. Ho già caricato tutti i post vecchi, dal primo all’ultimo, continuerò ancora per qualche giorno a pubblicare sia di qui che di là, ma tra un po’ lascerò questo spazio di WordPress e mi troverete solo su www.plus1gmt.it, il sito. A parte questo, non cambierà un belino, come si dice a Genova. Inizio però a salutare tutti i compagni di avventura che postano i loro pensierini su questa straordinaria e potentissima piattaforma che è wordpress.com, con cui è facile seguirsi reciprocamente, e agli amici di WordPress tengo a dire che anche di là ho confermato la fiducia al loro sistema di blogging e creazione siti, davvero eccezionale e facile da implementare. Lo stra-consiglio a chiunque abbia voglia di cimentarsi con la scrittura online.

Quindi niente: aggiornate i vostri feed, cambiate i vostri link, insomma fate tutto quello che dovete fare se vi va di continuare a leggermi e soprattutto tenetevi pronti: prima o poi ci sarà il vernissage. Vi aspetto quindi sul nuovo Alcuni aneddoti dal mio futuro, ditelo anche ai vostri amici.

anche i nostri nomi sono scritti da qualche parte

Ieri ho notato Polina salire le scale della metro con il suo book fotografico bianco nell’incavo del braccio e ho dato un’occhiata al nome stampato sulla costa proprio perché il suo outfit era decisamente fuori luogo, o magari la moda impone uno standard che dal basso della mia umile estrazione non si percepisce. Il contrasto ha attirato la mia curiosità ed è per questo che so che si chiama Polina, con un cognome russo che non riporto per ovvi motivi di rintracciabilità dei motori di ricerca. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

mani in alto

Una delle foto più conosciute dell’esperienza dell’olocausto e della Seconda Guerra Mondiale in genere ritrae un bambino con la stella cucita sul cappotto, un cappello e le mani in alto nel ghetto di Varsavia. Intorno a lui altri ebrei dal destino segnato e soldati nazisti con il mitra spianato. Si tratta di un’immagine che, come credo a molti di voi, mi ha impressionato sin dalla prima volta che l’ho vista, stampata in bianco e nero nel sussidiario delle elementari, in una pagina del capitolo dedicato alle tragedie del novecento. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

state alla larga dai musicisti

Secondo uno studio dell’International Bureau of Social Research almeno una persona su dieci è un musicista. Ieri sera ho visto per caso il nuovo video dei mille musicisti che suonano contemporaneamente, questa volta “Smells like teen spirit”

e, tra parentesi, chissà che la nuova iniziativa Rockin’ 1000 non convinca i membri dei Nirvana a ricostituire il gruppo per un concerto a Cesena come successo per i Foo Fighters, che ancora tra parentesi non so se lo sapete ma condividono un componente. Comunque questi mille secondo lo studio che ho citato in apertura concentrati nello stesso posto hanno lasciato temporaneamente diecimila persone non musiciste libere di muoversi nel mondo senza incontrare quel musicista ogni dieci che gli tocca, questo è il vero successo dell’iniziativa.

Mia moglie, nel vedere tutta quella gioventù rockettara ed entusiasta ostentare all’unisono il feeling del rock’n’roll ha detto a mia figlia che si augura per lei di fidanzarsi con un musicista, al che sono trasalito in quanto, unico musicista in famiglia, non augurerei una relazione con un o una musicista al mio peggior nemico. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

farsi le canne

Comunque, per farla breve, è il 2017 e siamo ancora qui a parlare delle canne, dei ragazzi che si fanno le canne, del fatto che esista una categoria merceologica denominata droghe leggere a cui, appunto, le canne sono ricondotte. L’argomento è spinoso (anzi, spinelloso) perché da una parte alcuni ingredienti con cui si confezionano le canne sono fuorilegge, dall’altra la giovinezza induce i suoi appartenenti (e anche numerosi seguaci fuori quota) a sperimentare sempre nuovi modi per divertirsi. E di divertimenti ce ne sono a iosa, da quelli che comunemente si ritengono salutari o intelligenti (lo sport, lo scoutismo, i libri, la vita sociale, la musica classica) a quelli che da sempre sono all’indice per il potenziale distruttivo a danno del fisico e della mente (la droga, l’alcool, i videogiochi, Internet, la musica rock). [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

quel qualcosa è arrivato

Questo mese siamo rimasti senza soldi e la colpa è solo nostra. Ogni giorno si legge di gente che soccombe alle più subdole tecniche di truffe in Internet. Oggi vanno di moda i ricatti online, il termine tecnico per questo tipo di crimini informatici è ransomware. Come ai tempi della spie durante la guerra fredda quando ti iniettavano un veleno e se non scendevi a compromessi ti negavano l’antidoto e ti mandavano all’altro mondo, così oggi ti si installa un virus nel pc di casa come nel sistema che genera le tessere magnetiche che aprono le porte delle stanze degli alberghi e sei fottuto. Se non paghi svelano ai tuoi figli che frequenti siti porno (il pc di casa) o ti lasciano a non saper che risposte dare in balia di clienti che hanno prenotato una stanza e chi si è visto si è visto (il sistema delle porte dell’albergo). [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

tra genitori non ci si conosce per nulla

Ieri l’altro, alla consegna delle pagelle – siamo già all’inizio del secondo quadrimestre della terza media – notavo che tra genitori non ci si conosce per nulla. Non so se è una cosa che riguarda me, ma l’impressione che ho avuto, a parte i saluti di circostanza in attesa del proprio turno per il colloquio con l’insegnante coordinatrice della classe e senza contare le conoscenze pregresse all’esperienza scolastica, siamo comunque gente di paese e di provincia, è che questi tre anni sono volati senza che nessuno, né tra le fila del corpo docente tanto meno per iniziative individuali, abbia messo in atto un tentativo progettuale in grado di coinvolgere le famiglie dei ragazzi. Da questo punto di vista ho registrato, nel tempo, una sorta di escalation al contrario. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

fare la scorta di novità in poco più di un pomeriggio

Peter Solo, che del più noto cantante Bobby non è nemmeno lontanamente parente, è l’autore dei “Racconti solitari” in cui, in ogni storia, elogia le virtù di stare senza nessuno intorno a volte perché lo ha deciso, altre perché se l’è meritato. Peter sceglie di trascorrere molto del suo tempo senza un partner perché è sicuro che così non è costretto a essere ripreso per ogni nonnulla, sapete come diventano certe coppie dopo un po’ di tempo e non è una questione di genere, cioè le donne a volte sono un po’ meno accondiscendenti ma insomma, eviterei di generalizzare. In un’intervista di qualche tempo fa, probabilmente innamorato di fresco, aveva messo parzialmente in discussione questa sua visione delle cose. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]