prossimamente su questa rete

Uno dei concetti che mi tocca inserire più spesso nei testi che compongo per lavoro è che “Internet è un formidabile strumento di business, anche per le piccole imprese”. Marketing a parte, Internet è un formidabile strumento per tutti, che offre possibilità impensabili fino a pochi anni fa. E non solo alle aziende. V. è un amico a cui Internet ha cambiato la vita, per esempio. Ha conosciuto sua moglie in una mailing list, una dozzina di anni fa, e thread dopo thread si sono apprezzati, quindi conosciuti, quindi innamorati anche dal vero e infine sposati e riprodotti. Molto romantico, non trovate? Due cuori e una adsl. Amare significa non dover mai dire sono offline. Il bacio è un trattino rosa tra le parole e-mail.

Ci sono poi altri luoghi virtuali che favoriscono incontri di genere diverso: musicisti che cercano altri musicisti e band che cercano elementi. Seguo frequentemente uno dei più noti siti di annunci in ambito musicale, non sia mai che i Subsonica cerchino un nuovo tastierista, unico caso in cui riprenderei immediatamente a suonare. Qualche anno fa misi una inserzione. Mi rispose una cantante, che voleva dare al sound della sua band una tocco di elettronica. Perfetto, penso. Allora conosciamoci. Mi sono ritrovato così, al primo incontro, a bere una birra con un trio di liceali sedicenni lesbo-punk, ovviamente tutto al femminile, intente a coinvolgermi in una discussione sulle acconciature per vello pubico più in voga nell’ambiente alternative. Pur essendo abituato ad essere il più vecchio in quasi tutte le situazioni che riguardano la musica, e non solo nel suonare in gruppi, ma anche andare ai concerti e partecipare a forum dei fan, senza il minimo imbarazzo e a costo di sembrare patetico, in quel caso confesso di essermi sentito inappropriato. Ho imparato la lezione, e da allora ho sempre chiesto prima l’età media dei componenti. Per questo non suono più.

Malgrado ciò, leggo ancora oggi, più o meno due volte alla settimana, le ricerche pubblicate su quel mercatino online, e da anni noto sempre lo stesso annuncio, che fa più o meno così: “cerco a milano musicisti/e sulla quarantina per genere popol vuh o elettronica tipo primi tangerine dream primo battiato per progetto di composizione in studio”. Ogni tanto l’inserzionista cambia i gruppi di riferimento, sempre in ambito progressive. Ma se l’inserzione continua ad essere presente e aggiornata, un motivo c’è. Duplice la chiave di lettura: 1. a Milano (ma suppongo un po’ ovunque) nessuno vuole suonare quel genere e in quella situazione, e chiedo scusa all’anonimo inserzionista, non voglio metterla sul personale.  2. ci sono persone di una costanza encomiabile, un amore per la musica quasi superiore al mio, tanto che mi viene voglia di rispondergli, di far finta di voler suonare i popol vuh e i tangerine dream, per premiare (ammesso che suonare con me possa essere considerato un benefit) lo sconosciuto volitivo del progressive. Non volevo illuderti, anonimo inserzionista, si trattava solo di un espediente narrativo. Ho persino venduto il Polysix.

Ma gli aneddoti personali non finiscono qui. Ce n’è uno che ha dell’incredibile. Seguivo un blog da qualche mese, l’avevo notato linkato su altri blog che considero autorevoli, quindi l’ho provato una volta e ho iniziato a leggerlo con frequenza. Poi, si sa, viene voglia di interagire con gli autori, scrivi e ti rispondono, gli rispondi e ti riscrivono e così via, sapete come succede nel regno dell’esibizionismo autoreferenziale in salsa duepuntozero. Per farla breve, noto un certo feeling. Il blogger mi scrive un commento, poi mi linka in un suo post, io linko lui, la cosa mi prende. Il tutto reciprocamente coperti dai nostri rispettivi nick (altrettanto improbabili). Fino al giorno in cui leggo un particolare, in un articolo. L’autore parla di una sua casa nella stessa città in cui sono nato e cresciuto. La cosa mi lascia stupefatto, come potete immaginare. La città è piccolina ed è facile che ci si conosca, magari di vista, magari abbiamo qualche amicizia in comune, chissà. Trovo infine il suo indirizzo e-mail, da cui si evince il nome e il cognome. Gli stessi di un vecchio compagno di liceo, che non vedo più o meno da allora. Ed è stato molto bello ritrovarsi così. Lì ho pensato che se Internet è un strumento per le imprese, per noi, uomini e donne, adulti ed eterni adolescenti, liberi professionisti e dipendenti, insegnanti e copywriter, il web può anche essere meglio di Raffaella Carrà.

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