l’invidia del Fallon

Il Post, che è una gran bella invenzione soprattutto per l’intelligenza dei suoi commentatori, ha due grossi limiti: il marito renziano della presentatrice renziana del Grande Fratello che lo dirige e, talvolta, un certo modo un po’ provincialotto di presentare le cose degli altri, all’interno di articoli senza capo né coda su tematiche lasciate allo sbando ad autori un po’ meh. Non che io lo sappia far meglio, eh. Però, insomma, per scrivere sul Post secondo me occorre avere i numeri. Ieri per esempio ho letto questo articolo qui su Jimmy Fallon, e se gli avete dato un’occhiata possiamo permetterci un paio di riflessioni.

Delle tonnellate di entertainment televisivo in salsa talk e rotti che viene prodotto e trasmesso dalle reti USA, a noi che resistiamo solo con la tv pubblica e digitale ci arriva ben poco. Il Letterman in differita su RAI5 e una marea di link grazie al web, ai feed dell’informazione americana a cui siamo registrati, e ai rilanci dei nostri siti di news. Grazie a uno di questi canali ho conosciuto tempo fa Jimmy Fallon, presentatore comico attore ballerino cantante tuttofare di una serie di programmi della NBC che portano il suo nome e che fanno il pieno di spettatori da un bel po’ di anni. L’ho conosciuto per la forte connotazione musicale del suo show. Ci sono ottime esibizioni dal vivo, un po’ come da Letterman, ci sono i Roots in pianta stabile come orchestrina “resident”, ci sono intelligenti trovate di buon gusto come le cover eseguite con i veri interpreti del brano accompagnati da “classroom instruments”, gli strumenti musicali suonati dai Roots che si usano a scuola o, meglio, nelle scuole americane durante l’ora di musica, e considerate che qui da noi ci sarebbe solo un’orchestra di flauti dolci.

Ora, l’articolo in questione prende di mira lo showbiz a stelle e strisce che fa showbiz su sé stesso partendo da Madonna che, in uno di questi siparietti di Fallon, canta “Holiday” nella riduzione per melodica, kazoo, glockenspiel e via dicendo. Non entro nel merito del senso dell’articolo perché – è un mio limite – non c’ho capito un cazzo. Ma, se posso permettermi, “la celebrazione della celebrità” e “la reiterazione di un meccanismo promozionale in cui l’oggetto della promozione sparisce” temo siano lo specifico della narrazione televisiva di programmi come questo, e il successo che ha sul pubblico – e non dobbiamo sottovalutare gli americani perché gli americani sono molti di più di quelli che possiamo immaginare – lo si deve proprio a un indotto che è costituito dalla fama delle star fuori contesto, applicata a ogni tematica specifica dei vari programmi. Quindi Madonna, ma anche Meghan Trainor o Mariah Carey o la cantante di Call Me Maybe messe a nudo su una base acustica e infantile. O Justin Timberlake coinvolto da Fallon a cantare e ballare la storia del rap in più puntate.

La morale della storia è che, in USA, con le mezze calzette non si va da nessuna parte, non è possibile attirare pubblicità, fare ascolti, guadagnare soldi e ricapitalizzare il capitale dell’industria musicale. Lo so che a noi sembra strano, se pensiamo che qui a tentare di mettere un po’ alla berlina i famosi ci sono solo i reality sulle isole esotiche, i balletti con le stelle, i programmi di Fiorello o le interviste un po’ azzimate di Fabio Fazio. Che poi sappiamo tutti quanto si faccia a gara a farli stare comodi, a non suscitare dubbi sulla lobby cui appartengono, a non rischiare di assottigliare il loro marketshare che, come sappiamo, in Italia è già risibile di per sé. Quindi accontentiamoci delle differite di Letterman e Fallon, di quello che purtroppo a noi non ci è toccato in sorteggio, qui dove gira che ti rigira vedi sempre le stesse facce – in tv alla radio al cinema e su Internet e anche su Il Post – celebrità di provincia nel consolidato ruolo di se stesse, e guai a metterlo in discussione.

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2 pensieri su “l’invidia del Fallon

  1. Ma lo sai che pure io dell’articolo del Post non ci ho capito molto, nel senso, a parte il focus sul video con madonna e i link a tumblr con leonardo di caprio…il senso dell’articolo? Boh.
    Comunque con questo tuo post ho scoperto jimmy fallon e timberlake che cantano rap and you made my day 🙂

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