dietro a un grande autore c’è sempre un grande gatto

Ho finalmente visto Interstellar che è un gran bel film anche se si ferma una tacca prima dei capolavori che fanno la storia, quella soglia che nella fantascienza – che peraltro a me piace solo quando è spuria come in Interstellar e nei titoli che sto per darvi – è occupata da avventure un po’ border per il genere come il capolavoro kubrickiano e il classico dei classici di ho visto cose che voi umani eccetera eccetera. Interstellar mi è piaciuto perché è una storia con i piedi ben piantati per terra, quella coltivata e del settore primario che negli USA è e sarà ancora per molto un serbatoio di ricchezza, ma allo stesso tempo è un film con la testa in aria su nel cielo e tutto il resto in una dimensione che è tutta di fantasia e che alla fine, secondo me, ti dà la certezza che già averne tre, di dimensioni, basta e avanza. Infilarsi nei buchi neri messi da chissà chi per andare chissà dove a – è proprio il caso di dirlo – perdere del tempo è un’usanza da lasciare ad altre forme di vita che magari a differenza nostra non c’hanno un cazzo da fare. Quello che però mi ha trasmesso il film di Nolan con maggior forza è la conferma che il retro delle librerie è davvero un posto misterioso che – sono stato lieto di appurare – non causa una vertigine per l’incommensurabile solo a me. Un modo di pensare molto “feliniano” con un elle sola e quindi nel senso di gatti e non del maestro del cinema italiano. Bella questa, eh? Sentite qui. Uno dei miei due mici, la gattina che si chiama Doremi, trascorre nell’interstizio tra i libri e lo schienale del mobile della sala molto del suo tempo. Ne avevo già parlato qui per un altro motivo, e anzi se avete voglia leggetelo quel post, che fa ridere e magari vi piace anche. Ma dicevo che la gatta là dietro ai libri ci dorme e ci si va a nascondere in caso di pericolo, questa è la versione ufficiale, ma nulla mi vieta di tentare una spiegazione metafisica: dietro alla fila dei miei romanzi americani preferiti Doremi percepisce un’alterazione della gravità ed entra in contatto con una se stessa da una dimensione parallela che l’avvisa di qualcosa che succederà in un altro tempo e chissà con quale marca di crocchette. Ah dimenticavo: questo post contiene gattini e anche uno spoiler, quindi se non avete visto Interstellar meglio che passiate ad altro. Ops, troppo tardi?

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