alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 26.05.15

Strade, “Slow o Fast Food”: Una contrapposizione senza senso”: Purtroppo un manicheismo siffatto è errato: il contrasto lento-veloce è una costante dell’agire umano e a seconda dei diversi ambiti di attività la preferenza, in ogni epoca, viene attribuita ora all’una ora all’altra istanza. Nessun individuo vive esclusivamente nella velocità o esclusivamente nella lentezza, né tantomeno una cultura o una società può caratterizzarsi esclusivamente perché “lenta” o “veloce”. Semplificazioni del genere non aiutano a capire.

Dieci minuti di intervallo, “La spiega sulle competenze (9000 caratteri)”: ecco, dopo tutto questo, qualcuno ha deciso che, oltre a preparare la lezione sui verbi, dare la verifica sui verbi, correggere la verifica sui verbi, mettere i voti ai virgulti che sanno (o non sanno) i verbi, dovremmo mandarli nella vita con un foglio dove spieghiamo che, sì, magari non sanno bene i verbi irregolari, però parlano inglese in modo da farsi capire perciò, dopo tutto, se tu sei un datore di lavoro che vuole assumere uno che parli con il tuo fornitore d’oltre Manica, ecco, ti dico che questo virgulto lo può fare. Questo si chiama, più o meno: certificare le competenze. Il problema è che, dopo averci detto: certificate le competenze, ci hanno detto: provate un po’. Cioè: non sapete che competenze certificare? Provate un po’.

Disma, “I finti storpi che fanno l’elemosina”: Io di gente che fa finta di essere ciò che non è ne vedo quotidianamente in ogni ambito, gente che fa l’ufficio stampa senza avere la minima idea di ciò di cui parla, giornalisti improvvisati che scrivono lo stesso concetto sei volte per riempire i millecinquecento caratteri che devono mettere bianco su nero, gente che forza la mano sulle sue competenze e grazie a piccoli imbrogli ottiene lavori che non avrebbe mai ottenuto. E questi sono gli stessi che poi si scandalizzano se una fa finta di avere dei problemi posturali per tirare su una ventina di euro in più.

Il Post, “Il K-Way ha 50 anni”: Anche K-Way ha ricostruito l’immagine dei suoi prodotti, creando non solo le giacche antipioggia, ma un’intera collezione di capi d’abbigliamento disegnati da un ufficio creativo composto per lo più da giovani (l’età media complessiva dei dipendenti del gruppo BasicNet non supera infatti i 38 anni). Una volta rivisitato il prodotto, K-Way ha orientato le proprie vendite non più sui negozi sportivi ma su quelli di abbigliamento, avvicinandosi così al mercato del lusso. L’incremento delle vendite è avvenuto, però, soprattutto attraverso l’apertura di negozi monomarca, che oggi sono 26 in tutto il mondo, di cui 15 solo in Italia.

Linkiesta, “Matrimoni gay: un diritto non deve passare per un referendum”: La conquista giuridica e civile, dunque, è fuori discussione, ma viene da chiedersi cosa sarebbe accaduto e quali sarebbero state le reazioni se l’esito del referendum fosse stato di segno opposto e se la maggioranza irlandese avesse sancito dentro le urne un sonoro “No”, niente riconoscimento delle unioni civili.

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