alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 06.06.15

Internazionale, “Io non sono di sinistra”: Intervista a fumetti al segretario della Fiom, Maurizio Landini, per capire cosa sarà la Coalizione sociale che comincia oggi a Roma.

bastonate, “#occupay, Jovanotti, giornalisti, lavori non pagati, supercazzole”: Non è possibile, nel 2015, aprire un dibattito sul concetto di retribuzione, se ne esistano di altri tipi oltre a quella monetaria, né niente del genere. Non è possibile andare contro quello che dice, non è possibile sostenerlo. (comunque se non avete mai lavorato da volontari a una festa di paese e non concepite che qualcuno possa farlo, diciamo che Jovanotti è l’ultimo dei vostri problemi).

Giovanna Cosenza, “La Sindone, fra luogo e non luogo, sacro e profano”: Là nel buio, fra le sagome nere di tanti come te, vedi la Sindone ritagliata, zoomata, ingigantita più volte: ora un pezzo, ora un altro, poi un dettaglio, un altro ancora. Tanto che, quando finalmente entri nel Duomo, la Sindone reale ti pare troppo piccola e lontana, il tempo a disposizione troppo breve, la voce dagli altoparlanti che autorizza a “fare fotografie senza flash” troppo invadente, per poter, non dico capirci qualcosa, ma vivere quel luogo come dovrebbe essere, che tu sia credente o meno, praticante o meno, non importa: intimo, raccolto, in una parola, sacro.

Federico Guglielmi, “Moda (senza accento)”: Un album non agevole da decifrare, Canto pagano, che raccolse più consensi che critiche ma che non servì a imporre la band in misura tale da giustificare l’impegno anche economico profuso nel progetto. Così, ad azzardare un definitivo “o la va o la spacca”, nel 1989 i Moda confezionarono Senza rumore (IRA/CGD, 1989), il capitolo più commerciale della loro storia, inciso con il nuovo batterista Roberto Zamagni e con il solito Alberto Pirelli in cabina di regia; illuminato da qualche brano di buon livello ma annaquato dalla sovrabbondanza di arrangiamenti fiatistici e dal chiaro intento di ottenere il beneplacito dei programmatori radiofonici, il disco non raggiunse gli obiettivi (troppo ambiziosi?) auspicati, lasciando al quintetto la sola alternativa dello scioglimento.

minima&moralia, “Ieri e oggi: intervista a Giovanni Lindo Ferretti”: I cavalli mi hanno imposto una disciplina quotidiana rigidissima, senza giorni di vacanza e senza feste. Vivo in un mondo arcaico in cui ogni giorno ci si svegli all’alba perché i cavalli devono mangiare, i puledri devono uscire, e bisogna spalare la merda. Ogni giorno dell’anno. L’unico momento di riposo è la domenica mattina. La domenica mattina c’è la messa.

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