alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 30.07.15

30 e qualcosa, “Preparativi per un divorzio”: C’è stata un’epoca in cui quella sposa sorridente ero io, un’epoca in cui anche il mio profilo Facebook conteneva un album con le foto del mio matrimonio, prontamente cancellato quando le cose hanno iniziato a girare male. I classici scheletri nell’armadio, esatto. A mia discolpa (se può servire) adduco il fatto di non aver mai usato come immagine del profilo una foto di quel giorno lì.

Gli Stati Generali, “Quel jazz nascosto dietro le fotografie”: Ecco quindi svelarsi le vicende del mitico Buddy Bolden e della misteriosa fotografia che lo ritrae, quelle di un ambiguo e festaiolo Cole Porter a Venezia, il raffronto tra le differenti personalità di Nat King Cole e Frank Sinatra, una seducente analisi dell’esistenza di Thelonious Monk tra sonno e veglia, la storia della fantastica fotografa inglese Val Wilmer e molto altro, riuscendo sempre a coniugare rigore storico, originalità di approccio e fascinazione narrativa.

doppiozero00, “Dall’Unité d’Habitation al Market Hall”: Appare chiaro che Le Corbusier aveva captato con grande anticipo quelli che sarebbero diventati i punti deboli dell’abitare collettivo, ossia la crescita smisurata e disorientante delle metropoli contemporanee così da scoraggiare le forme più note di condivisione degli spazi pubblici. Non a caso oggi gli shopping mall sono “di casa” potremmo dire, e si sono imposti come unici luoghi pubblici in grado di offrire servizi in gran quantità, all’insegna del ridondante e del chiassoso. Lo shopping mall è un voltare le spalle alla città e a tutto ciò che storicamente ne ha reso interessanti le varie forme di attraversamento, votate alla scoperta, all’incontro fortuito, alla costruzione di eventi appunto. Non solo. Direi che nell’epoca contemporanea, lo shopping è diventato una sorta di link caratteristico per aprire la stretta funzionalità dell’edificio architettonico mondanizzandone i perimetri muti.

Il Post, “La Torre Arcobaleno a Milano, per quelli che ci passano davanti e non sanno cos’è”: Dopo i Mondiali la Torre Arcobaleno si è nuovamente deteriorata, perdendo molte delle sue piastrelle. Da alcune settimane – e anche grazie a Expo – la Torre è stata un’altra volta ristrutturata: i lavori sono costati circa 100mila euro e hanno permesso di sistemare le circa 100mila piastrelle di 14 diversi colori che ricoprono l’esterno della torre.

eudemonico, “Perdere ancora, perdere meglio”: La maledizione di Cleveland è di non vincere: è la città con la peggiore storia sportiva degli Stati Uniti. Le squadre della città di Cleveland, nei maggiori sport professionistici non vincono un titolo da 148 stagioni. L’ultima volta è stata nel 1964 quando i Browns hanno vinto la NFL, il campionato di football. Tifare per una squadra che non vince è frustrante, allo stesso tempo ti dà la sensazione di appartenere a una comunità speciale; quando arrivi vicino a vincere ti sembra che la giustizia sia pronta per essere ristabilita. L’unicità della comunità cui appartieni sta per essere riconosciuta, il mondo sta per rimettersi finalmente in ordine. Puoi quasi dare un senso a quella sofferenza che hai patito.

yesiamdrowning!, “ritornare ad annoiarsi”: C’è un posto nella provincia siciliana dove è vietato usare smartphone. E’ un locale pubblico, vale la pena precisarlo subito, strutturato su due piani con un terrazzo e non ha nulla di che invidiare ai luoghi di ritrovo più frequentati di Bologna o di Torino. C’è un vero e proprio teatro al piano inferiore ma non è un posto escluisivo, non c’è selezione alla porta e il dresscode è quello che vi pare e piace, ma ha un bagno più accogliente della metà delle toilette del Pigneto – senza bisogno di scomodare Pasolini. Paolo, uno dei ragazzi che lo gestiscono, lo organizzano e all’occorrenza lo finanziano anche, se ti capita di notarlo, te lo dice senza troppi giri di parole che “qui i telefonini sono vietati”.

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