i libri da (a)mare

Possiamo ormai sostenere con certezza che il concetto di letteratura da ombrellone è ampiamente superato. Attenzione: non ne faccio una questione di narrativa di serie A o di serie B, ho ancora vivo nella memoria il ricordo di un vicino di asciugamano che ha trascorso ferragosto con in mano la Nausea di Sartre. La sua compagna giaceva al sole stesa al suo fianco su un telo con su stampata una banconota da 500 euro che, vi giuro, non credo di aver mai visto in vita mia. Ci siamo scambiati qualche battuta sul fatto che, nel caso di referendum grillista, anche gli asciugamani da spiaggia marchiati con l’euro dovessero essere vittima di ostracismo, ma poi l’uomo che leggeva Sartre ci ha chiesto di smettere di chiacchierare per non disturbarlo.

Al mare puoi leggere quello che ti pare, e scusate la rima. Il problema è che non legge più nessuno, almeno qui dove sono io. Vedo gente cuocersi sotto il solleone in un dormiveglia perpetuo, oppure intenta a seguire con la perplessità che contraddistingue i genitori di bambini piccoli che, a differenza del resto del mondo, non vanno mai realmente in ferie, i figli nelle loro full immersion – per modo di dire – nel mare bassissimo del sud della Sardegna. L’esperienza culturale più elevata in cui ti può capitare di osservare sono bagnanti alle prese con i cruciverba. Qualche tedesco legge autori mai sentiti oltre l’oktoberfest. Per il resto, il vuoto.

Io speravo che fosse un problema di bagaglio (non culturale) e che, una volta aggirata la complessità di muoversi con tonnellate di carta stampata grazie all’e-reader, tutti i bagnanti avrebbero ripreso a dilettarsi con la lettura, ma ho sopravvalutato la gente in vacanza. Nessuno legge più al mare. Nemmeno i quotidiani. Nemmeno la Gazzetta. Nemmeno Cronaca Vera.

Non ci crederete, ma tutta questa storia ha però un lato positivo. Prima di partire ho scelto quei quattro/cinque volumi con cui accompagnarmi durante l’ozio delle ferie estive al mare. Se non siete più usi a questi passatempi vi ricordo come si fa: piazzate l’ombrellone ben ben piantato nella sabbia in modo che il primo colpo di vento non ve lo faccia volare via. Disponete il vostro supporto (telo, sdraio, sedia, spiaggina) come e dove preferite, al sole o all’ombra. Vi spalmate tutti di crema in modo da non rischiare malattie della pelle e insolazioni. Sciacquate le mani in mare per eliminare i residui di crema e sabbia. Asciugate le mani in modo da non bagnare le pagine del libro e, finalmente, inforcati gli occhiali da lettura, ci date dentro con il vostro scrittore preferito.

L’importante è che il libro, se è cartaceo, non si rovini. Io sono tra quelli che prendono i libri in biblioteca e cerco di fare di tutto per non rovinarli. Se lavo e asciugo bene le mani dopo la crema il problema non sussiste. Ma è indubbio che un po’ il libro, portato in vacanza con degli esseri umani, patisca l’ambiente outdoor e certe condizioni climatiche estreme.

A me capita di appoggiarlo sulle cosce e, considerando che sudo come un maiale, alla fine il fondo della costa un po’ si bagna. Quello che mi incuriosisce è sapere poi il successivo lettore che prenoterà quella copia che ho portato con me al mare, cosa se ne farà di tutta quella sabbia tra le pagine, sabbia che non ha una funzione da segnalibro, piuttosto una funzione da segnatempo. Provate a trovare qualche granello di sabbia tra le pagine di un libro in inverno, in una giornata fredda e piovosa, e sono certo che mi darete ragionissima.

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13 pensieri su “i libri da (a)mare

  1. Io al mare sono riuscita a leggere una trilogia sui pipistrelli che altrimenti non so quando sarei riuscita a finire. Erano libri per ragazzi, naturalmente, ma se sono scritti bene, negli ultimi tempi mi appassionano come e più degli altri. E leggendo in inglese, ho una scusa ancora migliore per poter in realtà, semplicemente, tornare un po’ bambina e leggere, appunto, quello che mi pare, specialmente al mare 🙂

  2. Devo dire che sulle spiagge della mia Genova ho avuto modo di vedere tanti libri aperti quest’estate!! Speriamo sia un buon auspicio!!

  3. leggere al mare quest’anno non è stato possibile, poiché l’unica attività praticabile è stata quella dell’ammollo in acqua, dall’arrivo a cinque minuti prima di rientrare a casa. mai caldo fu così deterrente per concentrarsi nel seguire una storia qualsiasi! neanche il chiacchiericcio delle anziane mi sono goduta! eh, ma ho recuperato a casa, però 🙂
    ( mi piacerebbe incontrare granelli di sabbia nei libri presi in prestito. mi imbatto sempre e solo in molliche di pane 😦 )

  4. Sulle spiagge toscane lettori ce n’erano. Certo, erano di più gli ossessionati da smartcosi o dal gioco aperitivo, ma i libri era presenti e nessuno con etichetta della biblioteca

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