lo strano caso del mostro di Loch Ness avvistato al largo della costa sarda

Tra le conseguenze più apocalittiche del riscaldamento globale non ci sono solo le alghe invisibili che trasformano il mare più bello del Mediterraneo in una distesa verde oliva e calda tanto che sembra di tuffarsi in una friggitrice in azione o la presenza di squali e balene che si spiaggiano attirati dalle proposte dei villaggi all inclusive. Supera tutti in fatto di stranezza la presenza di quella specie di mostro di Loch Ness avvistato al largo della costa cagliaritana da un turista italiano, l’unico che, inforcati gli occhiali, ha dato subito l’allarme. D’altronde c’è sempre qualcuno che, per primo al mondo, fa una cosa, il vero e unico pioniere, l’incontestabile precursore, ma fatta eccezione per il primo uomo sulla luna o cose di questo genere soventemente non gli viene riconosciuto nulla se non qualche pacca sulla spalla e strette di mano di congratulazioni dai testimoni più prossimi. Chi è stato il primo uomo ad accendere un apparecchio per la riproduzione di compact disc? Chi ha acquistato per primo al mondo una Fiat Stilo? Chi ha intuito per primo il potenziale del tartufo grattato sulle pietanze? Chi ha inventato il gesto delle corna a supporto delle canzoni heavy metal?

Il problema è che il turista di cui sopra aveva inforcato gli occhiali sbagliati ed è stato subito smentito da una famigliola toscana subito accorsa a valutare il pericolo. Non si trattava di una specie di mostro marino ma della vera novità dell’estate 2015: una diavoleria di surf a propulsione di acqua aspirata e sparata attraverso un tubo da una moto, una specie di sci nautico al contrario di cui però mi sfugge il nome e che non saprei descrivere diversamente. Anzi, si: il surfista sta in equilibrio sopra a questa tavola che sembra uscita da “Ritorno al futuro 2” e, sfruttando la potenza del getto che esce a tutta velocità sotto (l’acqua viene pompata dalla moto e mandata tramite tubo), compie acrobazie in aria, si tuffa e risale per ripetere le sue evoluzioni ad libitum.

Da lontano però vi giuro che sembrava proprio un serpentone, sarà che mi ha fatto subito venire in mente l’episodio dedicato al mostro di Loch Ness di uno dei pilastri del mio background culturale, ovvero “Storia e gloria della dinastia dei paperi”, che poi era un mostro meccanico progettato da Archimede per sottrarre beni a chi sostava sulle rive del lago scozzese e tenere i curiosi alla larga dagli averi di Paperone. Ma non è tutto. L’allucinazione sulla riva unita a una pizza oltremodo pesante poco più tardi mi ha generato un mostro ben più spaventoso: la notte ho sognato proprio un gigantesco drago marino che, uscito dall’acqua, si lanciava nella caverna a riva in cui io con la mia famiglia e alcuni amici di vacanza stavamo campeggiando. L’epilogo però ha reso giustizia al sottoscritto: il surfista e il pilota della moto, ancora intenti il giorno successivo in queste evoluzioni troppo a ridosso della riva con l’evidente obiettivo di pubblicizzare l’ennesima stronzata per attirare turisti e spennarli a dovere, sono stati infine avvicinati dalla Polizia costiera e giustamente multati per aver causato un incubo mica da poco a un turista dalla digestione delicata.

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