alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 02.09.15

npr, “A Compelling Plot Gives Way To Farce In Franzen’s Purity”: With a title like Purity, Jonathan Franzen’s latest novel sets the reader up for great expectations, and how. What Franzen does well in every novel is to tell a sprawling story with a robust and intimately rendered casts of characters.

DUDE MAG, “Un po’ esageri”: Qualche giorno fa Alberto Ferrari dei Verdena ha sfasciato la sua Fender Jaguar ‘62 American Vintage durante il concerto di Asolo (in provincia di Treviso). Alla terza canzone in scaletta (Loniterp) il cantante e chitarrista ha perso la pazienza a causa di imprecisati problemi tecnici e ha scagliato a terra la Fender. Pare che il resto del concerto sia stato condito da imprecazioni contro il fonico, il roadie e il resto della band.

Pitchfork, “Foals: What Went Down”: Unlike Foals’ two previous albums, What Went Down does not require a drawn-out introduction to explain its intentions. “Blue Blood” captured the surprising progression of Total Life Forever in miniature, slowly evolving from the pinging, prickly riffs that defined Antidotes to a cloudbursting crescendo. By 2013’s Holy Fire, Foals were a legitimate arena act and acted like they’ve been there before, hence, the four-minute, crowd-stoking “Prelude”. At this point, Foals have nothing left to prove—they are a big-ticket rock band until further notice, so the opening title track of What Went Down gets right to it with blunt-force, pitch-shifted riffs and Yannis Philippakis promising that you’re gonna hype him up and make him catch a body like that: “So don’t step to me kid, you’ll never be found.”

Luca De Biase, “Chi si fida degli altri? La cultura dei beni comuni, la razionalità e le piattaforme”: In pratica, se tutti pensano al vantaggio di tutti, allora tutti scelgono i due punti e li ottengono. Se qualcuno cerca di ottenere un vantaggio maggiore, può riuscire o fallire: il risultato dipende da quanti sono come lui. Se sono troppi quelli come lui, fallisce. E se fallisce fa male a sé e a tutti.

Slate, “The United Slang of America”: If every state had an official word, what would it be? (Connecticut, you get glawackus.)

minima&moralia, “Citofonare Malaparte”: Vicino ai Faraglioni, a Capri, casa rossa a scalinata, con quella vela bianca sopra, iconica tipo sneaker Nike. Casa chiusa, perché abitata dai proprietari, gli eredi Malaparte che si chiamano giustamente Suckert, com’era il vero cognome dell’autore de “La pelle” e “Kaputt”. Figlio di un tintore di stoffe sàssone trapiantato a Prato, Kurt Suckert prese poi quel nome d’arte, mentre “Il nero Suckert si usa ancora oggi nei tessuti”, dice Niccolò Rositani-Suckert, pronipote, tutore delle memorie di casa, e non solo.

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