alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 28.09.15

The New Yorker, “The art of witness”: Primo Levi’s Indestructible Humanity. Even as he chronicled the moral atrocities of the Holocaust, Levi never lost his narrative imagination or his sense of irony.

Internazionale, “Il complicato ritorno dei dischi in vinile”

Soft Revolution, “La mia esperienza in officina, ovvero il duro percorso delle ingegnere”: La cosa più bella di questi mesi è stato sicuramente il rapporto che si è creato con i meccanici: mi hanno fatto sentire parte della loro squadra, coinvolgendomi sia professionalmente che umanamente, e hanno reso le giornate lavorative meno pesanti e molto divertenti. Hanno contribuito alla mia formazione senza nessun senso di superiorità e sono stati molto disponibili in tutto. Ma, soprattutto, mi hanno sempre incoraggiata a continuare questa strada, senza mai fare battute sul fatto che fossi donna o dire qualcosa di anche solo vagamente sessista.

Finzioni, “La libreria di Tokyo che vende un solo libro alla settimana”: Dopo il Book and Bed – un originale ostello libreria – dal Giappone arriva un’altra novità curiosa in fatto di libri. La libreria Morioka Shoten & Co., aperta lo scorso maggio nel quartiere Ginza di Tokyo, ha scelto un modello di business abbastanza singolare: vende ai clienti un solo titolo alla settimana. Il motto della libreria è «Issatsu, isshitsu», cioè «una stanza, un libro», rispettato pienamente nella realtà. Il proprietario e libraio Yoshiyuki Morioka fa della selezione il punto di forza: propone un solo titolo, presente in un’unica stanca per sei giorni, dal martedì alla domenica.

Distanti saluti, “Le Iene e l’Addetto al Tormento”: Mi piacerebbe dire che non guardo i servizî delle Iene, neppure sui temi che mi interessano, perché hanno un approccio sensazionalista e allarmista (oltre che antiscientifico) a ciò che trattano, vedi Stamina. In realtà non li guardo, neanche quando potrebbero lontanamente interessarmi, perché mi fa stare male vedere l’Addetto al Tormento™. Io vedo questo tizio, paladino di non si sa che verità, insistere, e insistere, e insistere (e chissà quanta altra insistenza è tagliata nel montaggio) con quello che hanno stabilito essere il cattivo di turno: provando a seguirlo in casa, in ascensore, in ufficio. Spintonandolo, mettendo il piede dentro la porta, dicendo frasi a effetto con il solo intento di farlo arrabbiare.

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