Il subappalto a seconda di come lo giri ha tutte le caratteristiche per diventare una delle piaghe a causa delle quali ci estingueremo

Ma allora perché non subappaltare l’esercizio del culto e la divulgazione della parola di Dio. Se la Chiesa non ce la fa potrebbe ricorrere a una cooperativa come per gli asili nido o il personale delle biblioteche o le stesse mense. Personale fornito a seconda delle necessità alle parrocchie per confessare i fedeli, andare a benedire le abitazioni sotto Natale o dire messa al cospetto delle persone che non si possono muovere, come malati o gente normale ma che deve stare in casa per cucinare il pranzo della domenica a decine di invitati. Il subappalto a seconda di come lo giri ha tutte le caratteristiche per diventare una delle piaghe a causa delle quali ci estingueremo, come le citazioni sbagliate su Facebook, le gallette di riso o lo zafferano venduto al supermercato nei dispositivi anti-taccheggio. Volete un esempio accaduto realmente?

Ok. Guardate quei due tizi, l’uomo e la donna là in fondo vestiti entrambi con quella divisa blu che da lontano potrebbero anche essere un’hostess e uno steward di qualche compagnia aerea nordeuropea. Peccato però che tengano in mano un blocco per le contravvenzioni e da come stanno gesticolando sembrano spartirsi i due lati opposti della strada da controllare e cercare auto in fallo da multare. Ma le cose, si sa, a volte non sono come sembrano, soprattutto se con l’età non sei più un falco con la vista. L’altra mattina, per dire, stavo correndo lungo una stradina poco frequentata del mio paese che per di più non è certo la patria dell’accoglienza quando ho visto due energumeni avvicinarsi a una villetta a schiera, ho subito pensato a due slavi in ricognizione se non già pronti al furto con scasso. Quelli sì che sono stereotipi, mentre i due ausiliari del traffico hanno persino un berretto mai visto, ed è per l’uniforme eccessivamente rigorosa per un compito così meschino che ho pensato alla Polizia Locale che, non potendo più assumere personale interno a supporto di questo tipo di controlli, ha dato tutto in outsourcing e c’è qualche imprenditore che si è montato la testa e, visto che non può più travestirsi da ferroviere per far girare i trenini elettrici Lima all’infinito sul suo plastico realizzato nei minimi dettagli, ha esagerato con l’aspetto estetico per coprire competenze lacunose in ambito codice della strada.

Un po’ come quando sei al Mediaworld e nessuno ti sa dare informazioni tecniche perché il personale tecnico, e non solo al Mediaworld, non esiste più. Chiude il cerchio degli stereotipi il fatto che la donna di quella misteriosa coppia di non-so-cosa vista da dietro sembra una di quelle avventrici al bancone del bar nelle strisce di Andy Capp, o Carlo e Alice se li seguivate sulla Settimana Enigmistica. I polpacci perfettamente simmetrici tra le caviglie e la gonna, dettagli che passano in secondo piano per la sorpresa di vedere un essere umano femminile in piedi a bere birra in chissà quale pub inventato, o a mettere multe per conto della cooperativa di addetti alla sosta che l’ha ingaggiata. Chi invece ha imparato a osservare i particolari è andato oltre, tanto che c’è chi, come me, non è mai riuscito a seguire più di una manciata di vignette dei super-eroi Marvel. Troppo ricche di disegni, io preferisco l’essenzialità. Meglio seguire la linea, avete capito quale intendo.

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