alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 08.10.15

DUDE MAG, “Perché difendo “Purity” di Jonathan Franzen, senza averlo letto”: Sarebbe sciocco ed offensivo nei confronti dell’intelligenza del lettore medio presumere che non ci sia da parte di Franzen un tentativo di veicolare una sua personalissima visione del mondo attraverso le proprie opere. Il che è vero per circa il 98% degli autori di ogni epoca e luogo. Quello che personalmente trovo affascinante nella produzione di Franzen, nella fiction quanto nella non fiction, è la serietà e la sistematicità della costruzione del proprio pensiero e della propria opinione. Leggere Franzen è, a prescindere dal giudizio estetico o morale, un esercizio che mette in contatto con un autore che gode della capacità, non esattamente comune, di dare organicità alla propria visione del mondo e di avere quindi spalle sufficientemente solide per reggere il peso della propria proposta.

Leonardo, “Dovevate lasciarlo su Marte (ovvero: e se The Martian fosse il prequel di Interstellar?)”: erto, se un giorno andremo davvero su Marte, ci farà molto comodo poter contare su uomini come Mark Watney: dei Fonzie interplanetari che trovano sempre una via di uscita e non se la prendono mai. Ma dovremo essere anche pronti a sacrificarli – ed e qui che The Martian svela la sua debolezza: è la ricostruzione molto realistica di uno scenario inverosimile. Un astronauta perso, è perso. Nello spazio ogni risorsa è incredibilmente preziosa, e la tua lotta per la sopravvivenza, per quanto eroica, non può costare milioni di dollari ai contribuenti. Al cinema, beh, al cinema è diverso.

Huffington Post, “”Hurt” di Johnny Cash è il video più triste della storia della musica. Ecco perché”: Il ritornello di “Hurt”, celebre canzone dei Nine Inch Nails, è straziante. Ma ancora più dolorosa è la cover di Johnny Cash, leggenda della musica country americana che nel 2003, ormai settantunenne in precarie condizioni di salute, girò per quella canzone un video che racconta la tristezza della vita che finisce tra i ricordi e un amore che non tornerà mai più.

Fardrock, “Gli occhi di David Bowie”: L’eterocromia è la caratteristica somatica che presenta differente colorazione di due parti del corpo omologhe in un individuo e quella oculare si presenta con le iridi di due colori distinti. Il musicista britannico, in effetti, presenta due occhi differenti ma… non si tratta di una reale eterocromia quanto piuttosto di un effetto che rende il colore della sua pupilla sinistra diverso da quello della destra a causa della costante dilatazione di una delle due.

nowaytobeme, “La piscina: Vanity Fair”: In questa struttura non ho mai visto nessuno con la faccia stanca, tutti ben vestiti, freschi come fiori appena sbocciati; io arrivo spettinata, sudata, incarognita dal viaggio in autobus e di fretta, vestita normale, casual, non come se fossi appena uscita da un catalogo di moda. Tutti discutono della magnificenza della propria esistenza: chi ha un lavoro impegnativo, chi è megadirettore, chi ha la figlia che oltre a nuotare benissimo, va alla scuola tedesca e parla 28 lingue,chi parla delle marche in voga quest’inverno o di ristoranti molto chic con nomi assurdi. Di solito ho il volto dello sconforto, già appena arrivata, sapendo di dover passare le due ore successive seduta a sentire discorsi fastidiosi nei quali vorrei intromettermi solo per mandare a cagare gli interlocutori, e pensando a quante cose avrei da fare in quel momento e che dovrò sbrigare necessariamente in 5 minuti appena arrivata a casa, in contemporanea al preparare e servire la cena a tutti.

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