alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 27.10.15

L’oblò, “tutto il resto”: Finché un ragazzo, un po’ meno timido di altri, ha alzato la mano e ha detto: «Secondo me dovrebbe toglierci tutto il resto». «In che senso?» ho chiesto io, un po’ sorpreso. «Nel senso che leggere potrebbe anche essere divertente ma di certo non come le altre cose che faccio: guardare la tv, chattare con il cellulare, giocare con la playstation, cazzeggiare sul computer… Se lei potesse togliermi tutte queste cose, io credo che qualcosa magari leggerei».

soft revolution, “I lati oscuri dell’amicizia femminile”: Credo di aver perso il conto delle volte in cui mi è stato detto che la vera amicizia non esiste, tra donne. A quanto pare, siamo condannate a essere considerate furbe, maliziose e permalose fin dalle scuole elementari; crescendo, chi evidentemente si è fatto una scorpacciata di film come Mean Girls si convince pure che tra ragazze ci sono non amicizie, ma unicamente alleanze, e prova a convincere pure te.

repubblica, “Il vinile dei desideri. Bello e impossibile”: Crescono le vendite di Lp in America e in Italia. Ma la produzione è artigianale e i macchinari spesso vecchi Così le fabbriche non riescono a evadere gli ordini.

Il MItte, “La città dei suoni e della musica: melodie berlinesi”: Questo è un viaggio musicale a ritroso nel tempo tra i quartieri della città, un percorso intrapreso da persone diverse con storie e personalità differenti, ovviamente, legate tra loro perché ambientate tutte sotto il cielo della capitale tedesca. Ci sono sfumature tratteggiate da dettagli così comuni, quanto invisibili, caratteristiche sfuggenti ma uniche.

La Poesia E Lo Spirito, “Dieci domande a dieci scrittori-traduttori. Riuscire a trasmettere la voce dell’autore: Silvia Pareschi”

menteminima, “Un messaggio non è solo un messaggio”: Dopo aver vissuto sette anni in albergo ho comprato una casa e dopo aver usato mezzi pubblici e taxi per almeno dieci anni ho comprato un’automobile.

Orrore a 33 Giri, “Ugolino – Ma Che Bella Giornata (1968 – 7″)”: A metà canzone dall’inquietudine individuale si passa ad una visione tragicomicamente più universale: “mi accendo la radio o la televisione / m’accorgo che il mondo sta andando benone / vogliamoci bene dicono tutti / però l’indomani ci sono più lutti”; nell’ultima strofa si descrive il termine della giornata del protagonista ed è qui che l’inquietudine esistenziale raggiunge il suo culmine: “mi infilo nel letto e dico a me stesso / che forse domani non sono lo stesso / il sonno che arriva mi porta conforto / m’illude che vivo ed invece son morto”, il tutto sempre con lo stesso solare ed orecchiabilissimo tema.

The Post Internazionale, “Il supermercato di Berlino che vende solo prodotti sfusi”: Si chiama Original Uverpackt, ha aperto nel 2014 e vende alimenti senza imballaggi per ridurre lo spreco del cibo e l’impatto ecologico sull’ambiente.

Strade, “Sanremo, gli assenteisti e il nuovo partito della kastagente”: Allo stesso modo la vicenda di Sanremo, con i quasi 200 dipendenti indagati per assenteismo, tra un impiegato in canoa e un vigile in canotta, ci ha mostrato che la realtà è composta da una scala di grigi che il “gentismo” non riesce a cogliere, e ora siamo di fronte a una nuova specie d’italiano, probabilmente la più diffusa, che non è né “gente” né “kasta”, ma un mostro che unisce il peggio di entrambe: è la “kastagente”. Sono persone comuni, pubblicamente gentiste, che si comportano da kasta quando ne hanno la possibilità.

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