alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 02.11.15

Luca De Biase, “La giostra digitale. I tagli di spesa, la banda stretta, lo storytelling”: Attualmente siamo piuttosto in una giostra di notizie incoerenti. Lo storytelling a favore del governo e della sua immagine di innovatore, la celebrazione degli eroi dell’innovazione che ci sono anche nella pubblica amministrazione, l’”annuncismo” dei piani senza apparente consequenzialità operativa, la tattica di tagliare le spese informatiche, non sono certo una strategia. Che cosa ha fatto il governo per cambiare radicalmente strada sulla riforma digitale della macchina pubblica? Come spiega la relazione tra i suoi progetti e la riduzione di spesa? Spendere meno per ottenere un servizio migliore è un’ottima strategia. Ma va spiegata meglio. E soprattutto portata avanti senza fanfare ma con il lavoro. Su argomenti come questo, le fanfare non sono divertenti e fanno danni, se non c’è un seguito reale.

minima&moralia, “Amare, perdere e poi scrivere, da Salinger a Ernaux”: Non si sentono da cinque settimane, Oona non risponde alle lettere e Jerome non se ne fa una ragione finché sbircia il sorriso dell’innamorata su quel numero di Life. Guarda meglio, il compagno d’esercito cerca di richiudere l’articolo ma Salinger è lesto. Gli strappa la rivista e rimane a fissare Oona a braccetto con un uomo attempato, tutti e due vestiti da matrimonio. Il titolo è “Charlie Chaplin sposa la O’Neill”. La didascalia recita una dichiarazione dell’attrice: “La cosa che mi ha colpito di mio marito? Lo sguardo. Che occhi azzurri che ha”. Salinger legge, porge con gentilezza Life al compagno d’esercito, rientra negli alloggi, si stende sulla branda, dorme.

the post internazionale, “Hai figli? Non rispondo, il colloquio finisce qui”: Paola ha provato a chiedersi cosa c’entrasse la sua situazione familiare con il lavoro in questione. Lei stessa avrebbe offerto determinate ore di disponibilità, a prescindere dal fatto che fosse sposata o meno. “Lo chiede anche agli uomini?”, ha chiesto Paola. “Questo è un lavoro che devono fare solo le donne”, le ha riposto il direttore.

Youthless Fanzine, “Mustang”: E qui l’altra grande intuizione del film: il non soffermarsi eccessivamente sull’oppressione, ma concentrarsi sulla voglia di libertà. C’è il dramma, questo è chiaro, ma ciò che ci viene mostrato è più che altro la voglia di queste ragazze di scappare. Meravigliosa e molto toccante nella sua semplicità è per esempio la scena in cui due sorelle fanno finta di nuotare e tuffarsi tra le lenzuola e le coperte.

The New Yorker, “What We Think About When We Run”: Of course runners think about their route, their pace, their pain, and their environment. But what of everything else that routinely surfaces in the mind during a run? The new girlfriend, the professional dilemma, the batteries you need to remember to buy for the smoke detector, what to get your mom for her birthday, the brilliance with which Daveed Diggs plays Thomas Jefferson (if you are listening to the soundtrack to “Hamilton”), the music, the moment (if you are listening to Eminem), the Walter Mitty meanderings into alternate lives: all of this is strangely missing from Samson’s study. The British author Alan Sillitoe got it right in his 1958 short story “The Loneliness of the Long Distance Runner”: “They can spy on us all day to see if we’re … doing our ‘athletics,’ but they can’t make an X-ray of our guts to find out what we’re telling ourselves.”

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