menti sane e corpi di conseguenza

Il cantante biondino del gruppo cinge vittorioso con il braccio il collo del chitarrista biondino del gruppo nemmeno fossimo a Wembley e non sul palco della Festa dell’Unità, ma non ci sarebbe niente di strano se i due, che sono anche compagni di classe a ragioneria, la mattina dopo non dovessero sostenere l’orale della maturità. Un bella sfida alla vita che mi ricorda quella del mio compagno di liceo che la sera prima degli esami di riparazione – era stato rimandato in latino e scienze – aveva provato l’hashish per la prima volta nella sua vita. Ci aveva chiesto se ci potevano essere contro-indicazioni e noi per scherzo gli avevamo risposto che al massimo avrebbe risposto soltanto con un sorriso a tutte le domande. L’esame in effetti poi lo ha passato per un soffio perché la prof di scienze non era assolutamente soddisfatta della sua preparazione. Aveva preso ripetizioni durante l’estate da Casella, il tecnico di laboratorio della stessa scuola che frequentavamo. Fumava sigarette con un odore insopportabile, una dopo l’altra, e sua figlia, di poco più giovane di noi e malgrado ci fossero studenti di suo padre in casa, ascoltava “Stairway to heaven” con la stessa modalità in cui il papà ne spegneva una e ne accendeva un’altra. Ogni tanto Casella si lamentava, le chiedeva di smetterla, di abbassare il volume, di cosa ci trovasse in quel pezzo lì, mentre la figlia non approfittava mai dei rischi del fumo per controbattere. Malgrado si trattasse di una famiglia molto tradizionale, la figlia poi conseguita la maggiore età era scappata di casa per diventare una specie di punkabbestia e occupare spazi desueti secondo la moda dei centri sociali e dei giovani del tempo. Per un po’ si era messa con Umberto, che suonava con i due biondini di ragioneria di cui sopra e che qualche anno prima avevano appunto messo alla prova la loro concentrazione suonando dal vivo cover di Paul King proprio alla vigilia di uno degli appuntamenti più importanti della vita di un ragazzo. Uno pensa che chi suona abbia scarso rispetto della sua mente e del suo corpo e che passi il tempo a dedicarsi ai vizi, ma non è vero. C’è pieno di musicisti che sono anche degli sportivoni. Non avrei mai detto, per esempio, che uno come Andy dei Bluvertigo fosse in grado di fare quel tipo di affondi complessissimi con una gamba sola, lo si vede nel video di “Altre forme di vita”, se non ricordo male. Ne sollevi una e con l’altra ti accosci a terra e poi torni su. Un esercizio che personalmente trovo di un livello di una difficoltà mostruosa ma io non faccio testo, non sono granché da questo punto di vista. Addirittura la mia insegnante di ginnastica mi ha detto che una volta era una prova per essere ammessi all’Isef, ma oggi che non si chiama nemmeno più così magari le selezioni sono meno dure.

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