gli indumenti abbandonati cercano di dirci qualcosa

L’inverno è la stagione a cui le coppie più difficilmente sopravvivono. Nella fretta, nella calca, nell’agitazione di radunare tutto cappotto zaino portapc cappello borsina con il pranzo borsone della palestra sciarpa guanti oddio, i guanti dove sono? Il sinistro è in tasca del cappotto ma il destro? Ecco, quella dei guanti è la coppia che per prima tende a dissolversi con il freddo e a causa del nostro tenore di vita, della sbadataggine, di quanto poco siamo concentrati sui dettagli. I guanti durano meno stagioni persino di certi calzini scuri separati in due lavaggi diversi. Uno finisce in lavatrice ma l’altro, complice la scarsa luminosità dell’antibagno, resta nascosto in qualche anfratto del cestone della roba sporca e si sa, non è che tutti i giorni si può fare lo scuro, e raramente il paio si ricompone ma almeno loro restano conviventi nella stessa casa. I guanti smarriti invece finiscono chissà dove, qualcuno li nota ma fa finta di niente, qualcun altro li appoggia da qualche parte bene in vista tanto il proprietario non passerà più di lì, almeno non prima che qualche addetto alle pulizie eserciti il suo zelo e applichi la procedura del caso.

Gli indumenti abbandonati cercano di dirci qualcosa. Il guanto aperto sul marciapiede con il palmo rivolto verso l’alto sembra voler esser preso per mano e portato via dalla ressa del mattino. Il berretto calpestato che è invece un capo singolo corre persino il rischio di esser raccolto da chissà chi. Certe sciarpe giacciono sui sedili del cinema, lungo gli spalti di palazzetti dello sport di provincia, penzolanti su appendiabiti in antiche sale d’aspetto di medici condotti sotto lo sguardo vigile di nutriti plotoni di eserciti di altri tempi stampati su fogli ingialliti. Interi guardaroba di stagioni passate languono esposti alle intemperie ai piedi dei raccoglitori gialli di cose per i poveri, giacche scarpe e persino certe volte biancheria intima che nessuno si premura di spostare da lì. E non ci sarebbe nulla di male se tutta questa roba persa o abbandonata non fosse a forma di essere umano o di sue parti. Mani, teste, piedi, spalle, toraci e gambe, involucri lasciati dove capita come se anche noi fossimo una specie che cambia la muta.

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