l’amore a volte ha domicili diversi

L’amore a volte ha domicili diversi. Ci si spreme di passione in campi neutri e poi si torna alla rispettive abitazioni, portando con sé le farfalle nella pancia, la spossatezza dell’amore incompiuto, la mandibola sforzata come dal dentista e l’arsura sulle labbra. Il profumo di un’altra pelle che non è la propria, un biglietto del cinema o di un concerto o del teatro o anche solo del bus, un capello lungo e rossiccio sulla spalla della giacca blu.

Ci si allontana così a qualunque ora del giorno o della notte. Anche la mattina appena svegli, subito dopo colazione, alcuni prendono la macchina e tornano a casa e si lasciano l’amore dietro, tanto presto riprenderà daccapo come un corso della natura. Le stagioni o le maree. Ripercorrono l’autostrada in senso opposto rispetto a quello che ha consentito loro di trovarlo, l’amore la notte prima. La città dormiva e ne hanno approfittato per sbagliare strada tutte le volte senza nessun rischio di non poter tornare indietro.

I ragazzini lasciano l’amore addirittura prima di cena. Rientrano nelle case in cui sono ospiti dei propri genitori e si sentono forzatamente reclusi nei rispettivi campi di sofferenza. Non passa un quarto d’ora che già verrebbe voglia di chiamarsi al telefono, toccare reliquie come testimonianza che è tutto vero, che là fuori c’è l’amore che ci aspetta ma che non c’è altro da fare che attendere il giorno successivo.

Ma l’amore conduce vite separate anche quando potrebbe permettersi il contrario. Una famiglia. Un letto a due piazze. Un divano a tre posti. Un bicchiere con almeno due spazzolini. Perseverare in un domicilio diverso da quello in cui potrebbe abitare l’amore può essere una questione di abitudine a condurre un’esistenza separata da tutto anche se si ha molto da dare. Si radicano pratiche che poi sono difficili da estirpare. Comportamenti che mai più potremo rendere complementari a quelli di qualcun altro. Così si fa prima a mettere tutto come parte del corredo, tanto con due domicili diversi l’amore ha a disposizione tutto lo spazio necessario.

Fino a quando poi l’amore fa il doppione delle chiavi, mette insieme dischi, libri, vhs anche se i videoregistratori non se ne vedono più in giro da un pezzo. Capita anche che ci siano di mezzo pesci rossi in una boccia di vetro, gatti (meglio se non simultaneamente), cani. Nel migliore dei casi bambini nella pancia di uno dei due o già grandi, già svezzati, scolarizzati, viziati, cresciuti o addirittura a loro volta già sistemati. O, dall’altra parte della barricata, anziani non più indipendenti. In certi casi persino avvocati per storiacce non consensuali, creditori o gente di qualunque tipo da cui nascondersi.

Ed è incredibile perché, qualunque esso sia, quando l’amore trova un domicilio comune tira le tende, chiude le veneziane, abbassa le tapparelle, spegne le luci, e al buio poi non parla d’altro che di amore e di quello che si può fare lì insieme, in due.

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