nelle città si trova spesso gente interessante ma scendono* alla fermata prima o a quella dopo

Nelle città si trova spesso gente interessante ma scendono* alla fermata prima o a quella dopo. Nelle città si notano donne eleganti ma che stanno aspettando qualcuno che è dietro di te. Nelle città accadono le coincidenze e i casi fortuiti ma spesso quando comunque sei già in ritardo e non ti puoi fermare. Nelle città ci sono occasioni per dimostrare le proprie qualità sempre che non passi un tram a ostruire la visuale a chi potrebbe farci caso. Nelle città ti ritrovi in coda in auto con a fianco la Mercedes del tuo cantante preferito ma ti suonano subito appena viene il verde. Nelle città le spedizioni degli acquisti on line possono arrivare anche quando gli uffici sono chiusi e poi si vive nel terrore che non ci sia data una seconda chance. Le città sono anche piene di opportunità che non si realizzano per vizi di forma. Nelle città poi nel caso si avveri un sogno all’ultimo si scopre che avevano sbagliato persona. Nelle città si ottimizzano tempi e spazi che poi restano vuoti e desueti e li occupano gli sbandati, i senza fissa dimora e a volte anche gli immigrati. Nelle città esistono ancora i portinai che lavano il marciapiede di tutti. Nelle città si fa la spesa con borse in materiale bio-qualchecosa che si rompe mentre attraversi la strada. Nelle città si corre in mezzo al traffico respirando oltre allo smog che si respirerebbe camminando normalmente anche quello che spetterebbe alle persone che ci precedono. Nelle città capita di trovare cose smarrite da altri e, a restituirle, chi le ha perse ha paura di stabilire empatia con chi si è preoccupato di rintracciare il proprietario. Nelle città se vedi tante ragazze insieme tutte vestite uguali è perché sono lì per un casting. Nelle città se stai alla finestra chi passa sotto e ti vede si spaventa. Nelle città ci sono i codici al posto dei cognomi scritti sui citofoni. Nelle città non ci sono più i negozi come ce li insegnano a scuola e se ti occorre qualcosa comunque devi avere almeno un euro per munirti di un carrello. Nelle città comunque non ci si veste in tuta se non fai dello sport e se hai il cappuccio della felpa tirato su sei uno che pratica la boxe. Nelle città ci sono persone che non sono mai state in certi quartieri, e gli abitanti di quei quartieri non conoscono gli altri e così via finché si chiude il cerchio. Nelle città l’equivoco di fondo è che non sai mai a chi chiedere le informazioni. Nonostante le città, ci sono i bambini e i vecchi e sono inconsapevoli che gli spazi non siano misurati sulle loro capacità. Nelle città si parlano lingue incomprensibili e quando riesci a impararle tutte dicono che impazzisci. Nelle città ci sono anche quelli che vengono da fuori e cercano di non dare nell’occhio. E sui confini delle città ci sono cartelli che ti indicano dove la città inizia e finisce, ci sono quelli che si fanno le foto come se avere l’esatta percezione di quella linea desse l’illusione di avere le città sotto controllo ma tutti sanno che è il contrario. Nelle città siete comunque i benvenuti.

* si, lo so, è un errore

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