la letteratura non interessa quasi più a nessuno

La letteratura non interessa quasi più a nessuno. Non so come fossimo messi prima ma se volete vi faccio una veloce statistica prendendo come campione la manciata di persone che incontro sui mezzi mentre vado al lavoro lungo una tratta che consente di mettersi comodi, inforcare gli occhiali chi ne ha bisogno e leggere qualcosa. E voi dieci (a essere ottimisti) che state leggendo qui non venite a dirmi che quel robo portatile che avete tra le mani non ha contribuito a diminuire il tempo che passate sui libri. Secondo me su cento siamo in quattro o cinque, e su quattro o cinque in tre scriviamo anche e quindi, anche se nessuno di noi tre fa Franzen di cognome, è facile dimostrare che una buona fetta della popolazione appassionata di libri è composta da addetti ai lavori o gente a cui gli piacerebbe esserlo. Qualche sera fa ho partecipato a un incontro con gli inventori di una piattaforma on line di crowfunding di letteratura, un’idea di per sé super-affascinante. Proponi il tuo manoscritto, viene valutato da una redazione, se passa la prima fase puoi pubblicare l’abstract con qualche pagina dello scritto sulla piattaforma. Trattandosi di una community che è in grado di attrarre sia autori che lettori non direttamente coinvolti, può anche avere il suo peso il passaparola che nel mercato massificato come lo vediamo noi potrebbe sembrare anacronistico, se non altro per il corto circuito di informazioni nelle nostre micro-società chiuse, ma invece pensate alla viralità di certe iniziative che ci passano sotto il naso centinaia di volte al giorno su Facebook. L’idea punta proprio sul marketing di sé volto a convincere amici, parenti e contatti vari sui social a contribuire al raggiungimento in un tempo circoscritto di una soglia minima di copertura di spese di partenza, oltre la quale il libro può essere stampato o distribuito a chi ha investito nella tua opera. A questo punto la start up dietro la piattaforma si fa promotrice della pubblicazione e distribuzione del libro su vari canali di vendita, on line e al dettaglio. Non so voi, ma il mio problema è duplice. Se avessi qualcosa da far leggere a qualcuno mi vergognerei troppo di mobilitare amici e parenti a contribuire all’obiettivo, e quando ho tempo per leggere qualcosa tra uno come me e Franzen non ho dubbi su chi andrebbe la mia scelta. Lo so, se tutti facessero come me la letteratura, che già non interessa quasi più a nessuno, sarebbe in via di estinzione, ma forse è proprio così.

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8 pensieri su “la letteratura non interessa quasi più a nessuno

  1. Secondo me è un po’ anche una fase, voglio dire è risorto il vinile vuoi che non ce la faccia la letteratura.
    Io da ieri ho Purity con me (assurdo che per risparmiare l’abbia dovuto prendere cartaceo – lo legge pure la signora).
    La morte ci deve trovare vivi, mi pare dicesse Marcello Marchesi… beh, l’estinzione della letteratura ci deve trovare con un bel libro in mano.

    1. sono alle battute finali di Purity, mi sembra ottimamente riuscito, no? Quanto alla ripresa della letteratura, io invece sono piuttosto pessimista. Tanto per cambiare.

  2. Qui ci sono vari temi, ad esempio:
    1.tutti leggono sempre meno (me compreso, causa ritmi lavorativi, ma ringrazio Amazon Per la possibilità di scaricare ebook al volo)
    2.chi legge è un nerd della lettura e spesso scrive
    3.la promozione è una chimera: dopo aver rotto i maroni ad amici e parenti, resta ben poco che si possa fare senza un intervento divino (leggi: casa editrice importante) e così è probabile che abbia successo il libro di qualcuno già popolare di suo oppure che produca letteratura molto popolare (rosa, giallo, grigio…) ma talmente brutta da non interessare i nerd di cui sopra perché non letteratura.

    1. 1. io ho la fortuna di pendolare per lavoro, quindi giro sempre con il mio bel tomo in mano
      2. è vero e questo è il motivo per cui non diventerò mai uno scrittore affermato
      3. ho un amico scrittore che ha già pubblicato 2 libri con una casa editrice minore ma seria. La promozione compete allo scrittore, che è una dinamica che mi ricorda quando suonavo e i locali a cui ci proponevamo ci chiedevano di portare il pubblico a sentirci

  3. viene citato franzen nel post… hombre lo sta leggendo… ebbene sì, è il libro che sto leggendo anche io in questo momento. la letteratura non è morta! la letteratura mi – ci – salva di continuo.
    però vado per i quaranta, e lavoro come grafica per le case editrici… quindi mi sa che la mia testimonianza non vale granchè… son pur sempre del settore. per così dire.
    i social ci rubano un sacco di tempo alla lettura e noi glielo lasciamo fare? vero. tra un grande scrittore internazionale e un anonimo, in quel poco tempo che ci resta scegliamo il primo? verissimo.

    che sconforto…

  4. Farei distinzione tra buona e cattiva letteratura e non so se la tanta spazzatura che c’è in giro contribuisca ad affossare la buona letteratura o attiri i pochi lettori non abituali

    1. di arte, in genere, ne produciamo a tonnellate, quasi come la spazzatura quella vera. Io ho i miei dieci/quindici autori che seguo, ogni tanto provo qualcosa di nuovo. Il punto è che non c’è tempo per fare tutto, quindi cerco di occupare il mio al meglio. Con Franzen.

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