cose che, nel migliore dei casi, non portano da nessuna parte

Ogni tanto vado su LinkedIn e posto qualche articolo che trovo in giro. Un’intervista a Don DeLillo sul suo nuovo romanzo “Zero K” che non si sa ancora quando uscirà in Italia, il link a una geniale rivista inventata dedicata ai papà, un post che ho trovato in giro su Shane Meadows, il regista di “This is England”. In poche parole, cose che non c’entrano nulla né con il lavoro che faccio e completamente inadeguate per il social network più noioso della storia. Mi sto dedicando sempre più alla mia nuova attività di situazionista linkediniano, dedicata ad attività controproducenti, provocatorie e assolutamente a cazzo con l’obiettivo di sminuire ulteriormente la considerazione che hanno di me i miei collegamenti professionali. Non chiedetemi perché non mi cancelli da lì, perché non so rispondervi. Ma se volete avere un’ulteriore prova di quanto riesco a essere cialtrone, mi sono pure inventato su Facebook una pagina in cui elargisco suggerimenti di musica non convenzionale a chi pratica la corsa, come se fossi uno che di corsa se ne intende e non un improvvisato podista della domenica senza alcun obiettivo o velleità agonistica. Se vi interessa, la pagina si chiama “Road to Nowhere” e la trovate qui. Indovinate a chi mi sono ispirato.

p.s. Invece la pagina di questo blog è qui. Vi aspetto.

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