mio cugino è morto veramente una volta ma poi non è riuscito più a svegliarsi

Mio cugino è morto veramente una volta ma poi non è riuscito più a svegliarsi ed è per questo che quando si è presentato per avvisarmi che questo genere di dicerie hanno un fondamento di verità non si capiva bene mentre parlava, non so se vi è capitato mai di ascoltare qualcuno che dice cose nel sonno. Mio cugino è morto veramente una volta e quando lo osservo nell’unica foto sua disponibile in formato digitale – una vecchia istantanea acquisita con lo scanner – mi fa sorridere perché è un primo piano e ha la testa piccola e una felpa bianca di qualche taglia più grande. Si vede solo il cappuccio raccolto sulle spalle intorno al collo e, visto così, sembra un astronauta con la tuta senza casco, per questo penso che lui in realtà sia andato nello spazio anziché chissà dove. La vita e la morte sono entrambe storie da fantascienza, a pensarci bene. Ci sono anche un sacco di foto in cui le persone vengono male e il caso di mio cugino astronauta non è certo l’unico. Mio cugino è morto veramente una volta ed era molto tempo prima dell’avvento di Internet ma anche delle macchine fotografiche digitali, quindi lui e il suo ricordo rimarranno per sempre nella dimensione al di qua di Windows 10. Non c’è traccia di lui da nessuna parte se non in qualche ricordo trascritto da me, proprio come questo. Oggi non possiamo sopportare un genere di oblio così crudele e secondo me faremo sempre più fatica nel tenere vivi i particolari del nostro passato analogico. Oggi quando succede una tragedia le foto di Facebook delle vittime finiscono su tutti i giornali e i loro profili restano attivi come mausolei digitali, monumenti più duraturi del bronzo almeno finché non si esaurisce la corrente. Amici e parenti postano frasi di cordoglio e jpeg a tema, soprattutto nelle ricorrenze particolari fino a quando qualcuno si decide a far qualcosa per spegnerlo. Pensate se le loro facce fossero legate a qualche campagna di digital marketing. Avete presente quando qualcuno in famiglia fa una ricerca per acquistare qualcosa e per tutto il resto della vostra vita le pagine in cui navigate restano tempestate dell’oggetto della ricerca? Per esempio, quando mia moglie vuole cambiare la rubinetteria del bagno, dopo su tutti i siti in cui navigo compaiono rubinetti come se piovesse. Ecco, se la foto di mio cugino che è morto veramente una volta ma poi non è riuscito più a svegliarsi, quella in cui a me sembra un astronauta, si trovasse in rete e provassi a cercarne le tracce, vedermelo comparire ovunque sarebbe ai limiti dell’ossessione. Ma questo non cambia la sostanza: mio cugino è morto veramente una volta ma poi non è riuscito più a svegliarsi, quindi andateci piano con questo genere di esperimenti perché non è provato che riescano in ogni occasione e nemmeno ci sono dati disponibili a dimostrare il margine di errore.

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Un pensiero su “mio cugino è morto veramente una volta ma poi non è riuscito più a svegliarsi

  1. Hai ragione, caro Plus.
    La pessima abitudine di prelevare le foto delle persone dai profili Facebook mi fa rabbrividire, penso sempre alla distanza tra il momento felice di quella foto e la tragedia alla quale si finisce per legare quell’immagine.
    E poi mi viene sempre in mente una frase di Proust che esprime alla perfezione la nostra caducità, la frase è questa: ognuno di noi rischia ogni sera di diventare il fatto di cronaca del giorno dopo.
    Proust era un uomo molto saggio, davvero.
    Scusa la lunghezza del commento, è venuto così!
    Un abbraccio!

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