le parole che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità

Ho sparato anche io qualche volta, e non mi riferisco alle cazzate perché con quel tipo di pallottole faccio continuamente stragi. Ho usato delle armi vere con proiettili veri durante il servizio militare in almeno tre occasioni nel corso di esercitazioni al poligono di tiro, potrebbero essere state anche quattro ma non ricordo bene. I particolari di questa esperienza sono tragicomici a partire dall’ubicazione di uno dei poligoni stessi, quello nei pressi di Salerno, un sito che altrove sarebbe meta di turisti e appassionati di arte. Vi parlo di venticinque anni fa, quindi spero che nel frattempo la villa d’epoca e il territorio intorno in cui generazioni di soldati di leva hanno lanciato bombe e crivellato di colpi sagome e bersagli oggi sia stato recuperato. Si spingevano le cartucce dentro al fucile e poi bam bam bam bam bam senza nemmeno mirare, con il caporale dietro che controllava che tutto filasse liscio. L’odore dell’olio con cui si lubrificano le meccaniche e la polvere da sparo stessa non li dimenticherò mai, come il rinculo, le mani gelate sul metallo gelato che a stento riescono a caricare il fucile, i commilitoni che controllano i colpi andati a segno. Non era la prima volta che vedevo i buchi che fanno le armi da fuoco, né sarebbe stata l’ultima. Nell’entroterra del nostro sud si trovano ancora segnali stradali forati ad arte con colpi di lupara come avvertimento che laggiù non si scherza. Non siamo una civiltà pacifica, certo vallo a dire ai nostri nonni partigiani che sicuramente per loro – ammesso che siano ancora vivi – il dopoguerra e questo turbolento inizio di secolo in confronto ai rastrellamenti dei tedeschi sono poco più di una gita a Gardaland. Io di politica internazionale ne so poco. Me ne intendo di social, e vi dico che il fatto che sul web si trovi qualsiasi zozzeria possibile immaginabile questo non dovrebbe spingerci a vedere tutto quello che addirittura giornali accreditati pubblicano. La morte in diretta o gli istanti che la precedono e la seguono non avranno mai il mio clic. Sono certo che il profumo di quel tipo di interazione digitale sia lo stesso delle esercitazioni di tiro, la polvere da sparo e lo sgomento dei buchi delle pallottole sui parabrezza dei TIR freschi freschi di strage.

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