la parabola delle fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia

La grande novità qui in ufficio per la stagione professionale appena iniziata sono le fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia che raccolgono i fili penzolanti dalle scrivanie e li contengono onde evitare piccoli incidenti, per non parlare del senso di ordine che trasmettono e, perché no, del salto di qualità da un punto di vista estetico. Le fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia ci sono state imposte all’ultimo controllo dell’ispettore della sicurezza sul lavoro, poco prima delle vacanze. Si è affacciato nella stanza che ospita me e altri cinque colleghi – per un totale di sei computer e dieci monitor – e la sorpresa della densità abitativa e delle relative conseguenze (in primis l’atmosfera tutt’altro che rarefatta) è passata subito in secondo piano rispetto alla sensazione di pericolosità maggiore trasmessa dalla vista di tutti i cavi di collegamento tra i dispositivi, verso la rete aziendale e verso l’impianto elettrico, lasciati liberi di attorcigliarsi a proprio piacimento. Così, al rientro dalle ferie, la prima cosa che mi ha detto il collega che si occupa di questioni inerenti l’hardware – siamo in una scala di priorità di ben altro livello rispetto a cose come “dove sei stato di bello” o “diamine come se abbronzato” – è stata un commento alla grande novità che ci accompagnerà d’ora in poi in agenzia. Sono trascorse appena un paio di settimane ma già i benefici delle fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia sono più che evidenti. Lavoro con maggiore disinvoltura, ho picchi di creatività e produttività mai visti prima e, soprattutto, ho qui nel portafoglio un bel bonus di ottimismo che mi consente di tornare a casa la sera pieno di speranze per la mia carriera.

Poi, però, arrivano notizie drammatiche come quella di ieri. Avete sentito, vero? Il nuovo telefono Apple, l’iPhone 7, è stato pensato privo dell’ingresso jack per le cuffie. Gli utenti dello smartphone al sapore di mela morsicata avranno un cavo in meno da sbrogliare e, di certo, qualcosa nella loro vita cambierà, considerando il tempo risparmiato. Il punto è che oggi si inizia con gli auricolari, già la presenza della connessione wireless negli uffici ha reso superflui i cablaggi per l’accesso alla rete, e insomma nel giro di qualche anno magari dei cavi non ci sarà più bisogno. Vivremo immersi in un qualcosa che non si vede ma che convoglia informazioni, energia elettrica, input, feedback e chissà cos’altro e che, purtroppo, decreterà l’obsolescenza delle fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia perché, appunto, non ci sarà più niente da incanalare e da convogliare da qualche parte. Che ne sarà di questa novità, tra dieci, venti, cinquant’anni? A me un po’ mi spiace, alle fascette copri-cavo a spirale in plastica grigia qui in agenzia mi ero già affezionato e non vi nascondo che un mondo senza cavi e fili mi mette in agitazione.

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