il grande salto verso la perfezione

La cosa migliore sarebbe montare delle teste da vecchi su dei corpi da preadolescenti e imparare che, per esempio, introdursi alle sei del pomeriggio di nascosto a scuola aiutandosi con un palo di ferro come dei topi d’appartamento professionisti ma solo per una cosa idiota come dare fuoco a un cestino di cartaccia è un gesto che non si fa. O comunque che, ancora per esempio, oggi anche le gabbie dei canarini hanno le videocamere di sorveglianza e che, di conseguenza, nemmeno ventiquattrore dopo sei già nell’ufficio della preside e va già bene che non sei al comando dei Carabinieri. Ma anche scrivere “portare le novelle della verga” sul diario anziché “del Verga” non fa ridere un uditorio che ormai non si sorprende più di nulla, figurati un professore di Italiano che poi, in calce alla battuta, ti mette una nota. Oppure mandarsi su Whatsapp le foto con la risoluzione dei problemi quando poi è richiesta la competenza sul procedimento, mica sul risultato. Imparare dai propri errori è ampiamente sopravvalutato, più efficace semmai adultizzare i nostri figli già nella culla e farli arrivare alle elementari già grandi, consapevoli che studiare è fondamentale, comportarsi a modo non ne parliamo, e già dotati di un prontuario delle cose da evitare. Finiamola quindi con queste storie sui cuccioli d’uomo che devono essere trattati come gli altri animali perché tempra il carattere. Ci siamo sviluppati già abbastanza, come genere umano, tanto vale fare il grande salto verso la perfezione.

4 pensieri su “il grande salto verso la perfezione

  1. Mi piacerebbe valutassi di unirti con il gruppo che sto cercando di metter su. Non è musicale e non si tratta di musica punkrockultrafuturistica, ma di un circolo online sul blog circolo16.com. Ho letto due tre post capitando qui per caso (caratteristica della blogosfera che adoro) e non posso non chiedertelo. Regali perle di scrittura. Fammi sapere, se vuoi ti giro l’invito. (potrebbe essere un ulteriore piccolo passo per fare lo scrittore americano, così dovesse servirti un incentivo in più)

  2. Condivido quello che scrivi tranne la chiosa finale.
    Il salto verso la perfezione si tramuterebbe in una caduta con spappolamento finale (sarà che mi ha influenzato la figura “perfetta” dello Svedese di Pastorale americana).

  3. Che non so tu, ma io facevo di peggio, anche se nessuno mi filmava e alla fine sono uscita un’essere umano decente, sebbene lontano dalla perfezione e imparare dai propri errori serve, eccome se serve

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