la morte è dappertutto e ci sono mosche sul parabrezza, tanto per cominciare

Il 27 giugno del prossimo anno i Depeche Mode suoneranno a San Siro e oggi, 17 ottobre dell’anno prima, già c’è penuria di biglietti. Restano gli anelli quelli in cui vedi Dave Gahan e Martin Gore grandi come giocatori di Subbuteo, mentre Andrew Fletcher come sapete, che lo vediate o meno è indifferente tanto lui, nei Depeche Mode, fa solo il contabile. Qualche giorno fa si è parlato molto dei Coldplay e dei concerti che terranno a luglio in Italia, e sapete in che termini. A me questa corsa all’evento, manco a dirlo, mi ha rotto il cazzo e la soddisfazione di stare a casa e risparmiare centinaia di euro non potete immaginare quanto mi riempa di orgoglio (disse la volpe a proposito dell’uva).

Anzi, per celebrare il doppio mancato evento mi sa che acquisterò gli ingressi al concerto dei Preoccupations, gli ex Viet Cong, del 29 al Magnolia, che quelli si che non se li incula nessuno. Ma per quanto riguarda i Depeche Mode, che ai tempi di “Construction time again” veneravo come nessuno nell’universo musicale, come già scritto più volte ho deciso che li snobberò finché non rientrerà Alan Wilder e, soprattutto, qualcuno non si deciderà a togliere quella cazzo di chitarra elettrica dalle mani di Martin Gore. Non vi sarà sfuggito però che mi sono lasciato sfuggire il trentennale dell’uscita di “Black Celebration”, che è caduto il 31 marzo. Peccato, perché “Black Celebration” è una pietra miliare della mia formazione, uno di quei dischi che ho acquistato, ascoltato, consumato, ballato, analizzato in ogni minimo suono rumore e parola, emulato, imparato a suonare ed eseguito e comprato una seconda volta perché la prima copia in vinile non ne poteva più.

Ma questo 2016 ha visto anche la ricorrenza dei trent’anni di uno dei più coinvolgenti concerti dei Depeche Mode a cui abbia mai assistito. Era il 5 agosto dell’86 e i Depeche hanno suonato al campo sportivo di Pietra Ligure (SV), che oggi è stato declassato a parcheggio per i turisti mordi e fuggi che bivaccano con tavolino e torta pasqualina al seguito in estate, in riviera. Di quel giorno ricordo soprattutto di essere arrivato con un anticipo mostruoso ai cancelli per conquistare i posti migliori ma di aver sbagliato ingresso, e questo è un aneddoto del mio passato che racconto spesso come metafora della mia vita.

Comunque se siete fan veri dei Depeche Mode, quindi più di me invece che mi fermo a Violator, non vi sarete lasciati scappare certo il biglietto multimilonario per la prossima tournée italiana e anzi, per farvi capire il livello di idolatria di cui siete circondati, c’è persino un sito dedicato alle scalette di ogni singola esibizione live di tutta la loro carriera. Compreso il concerto di Pietra Ligure con me in fondo al campo sportivo, in completo all black, venti centimetri di cresta e tanta inconsapevolezza di quanto gli ascolti di quel periodo mi avrebbero dato, nel bene e nel male, nel futuro prossimo che era davvero dietro l’angolo, così vicino che già non me lo ricordo più.

10 pensieri su “la morte è dappertutto e ci sono mosche sul parabrezza, tanto per cominciare

  1. I biglietti uscivano alle 10, io alle 13 sono stato fortunatissimo a trovare due posti per il prato a Roma (mia ultima scelta). Dopo pochi minuti i biglietti circolavano già in siti non ufficiali al doppio e al triplo del prezzo.

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