dove scaricheremo le informazioni inutili, ora?

Alla fine anche il benzinaio qui sotto casa mia ha dismesso il pozzetto per lo scarico delle informazioni grigie e nere per far posto a un più redditizio autolavaggio, e come dargli torto. Uno dei due soci, quello più alto con gli occhiali e il fortissimo accento bergamasco, mi raccontava che oramai quasi più nessuno ha il tempo di liberarsi delle cose che conosce e che non gli servono e che accumulandosi nella testa assumono quel colore scuro e quella puzza che ben conosciamo. Io gli ho fatto notare che non è tanto una questione di tempo quanto di considerare tale attività utile ai fini personali, mentre comunque conserva inalterato tutto il suo valore ecologico. Anche se non sappiamo che farcene, l’ammasso dei cumuli di dettagli che intasano i nostri pensieri sono sempre più utili quando meno ce l’aspettiamo, soprattutto al giorno d’oggi in cui sull’Internet c’è sempre l’occasione per sfoggiare la gif di come è diventato oggi il ragazzino con i dreadlock biondi protagonista del video di “Freestyler” dei Bomfunk Mc’s, oppure darsi da fare per mettere a punto uno spot finto per l’Adidas in modo che, diventato virale, l’Adidas stessa ci copra d’oro per acquisirne i diritti. Mi chiedo, e vi chiedo, le dimensioni che avrà il nostro cervello quando avremo ottant’anni e quando il mondo sarà abitato da ottantenni ma nel 3016, quando si commemorerà ancora, il 10 gennaio, la morte di David Bowie. Secondo me troviamo spazio per le stronzate gettando nelle discariche abusive cose che non ci servono più, come i sinonimi o la Divina Commedia a memoria o la quinta declinazione in latino, e il fatto che non utilizziamo più i pozzetti nelle aree attrezzate è perché un po’ ci vergogniamo e facciamo bene perché mi ha detto sempre il benzinaio che trovava di certe cose, quando svuotava i serbatoi, da mettersi le mani nei capelli. Per tagliare corto la conversazione e avere l’ultima parola in proposito gli ho raccontato, mentre pagavo alla cassa i miei 30 euro di benzina, che un’amica mi ha sconsigliato di mandare mia figlia al classico. Dice che la sua grande ha fatto un istituto tecnico e, nonostante ciò, se la cava molto bene all’università. Il benzinaio però non ha espresso un’opinione in proposito perché mi ha avvisato che il mio bancomat aveva oltrepassato il limite mensile di spesa, almeno da quanto, in barba alla privacy, gli risultava dallo scontrino.

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Un pensiero su “dove scaricheremo le informazioni inutili, ora?

  1. Bomfunk MC’s. Dio. Non appena ho letto, in testa è partita sparata la canzone. Ma rapidissima, proprio. Che tu sia maledetto, per tutto il 2017 rischio d’avercela addosso.

    Comunque, se la figlia dell’amica o quel che è si trova bene all’università nonostante abbia fatto il tecnico, è perché l’università non è più università, ma un lungo seminario allungabrodo di cazzabubbole e coglionate mascherate da lezioni serie, cioè cazzabubbole al quadrato.
    Diglielo, all’amica.

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