MINE: “Ignoranza passiva”

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Dicono che dietro alle esasperanti manie per l’igiene si nascondano temperamenti ai limiti della follia e che lavarsi all’eccesso sia un auto-infierirsi punizioni per aver mancato obiettivi senza rendersene conto, quando probabilmente non si aveva nemmeno l’età per dire una parola di senso compiuto ma già c’erano genitori, nonni e zii con il fiato sul collo per farci diventare presidenti degli Stati Uniti. Certo, poi volano scuse del calibro di “in giro c’è un’influenza che si va all’ospedale” e comunque, prima di mangiare, un salto in bagno lo si fa sempre. Poi, che cosa si faccia, nessuno lo sa. Dicono anche che sovente i luoghi occidentali apparentemente più incontaminati, prendete un centro medioevale qualsiasi – da noi c’è l’imbarazzo della scelta, terremoti permettendo – o un altopiano dalla vegetazione rigogliosa, mantengono il loro fascino da rivista di viaggi solo perché hanno un nodo autostradale a pochi chilometri di distanza che li rende comodi da essere raggiunti ma senza compromessi in fatto di bellezza del paesaggio. Negli altri posti, quelli che sono divisi in due dalle grandi arterie provinciali, per esempio, non è certo così e a vederli in un mattino qualunque sembrano campi di concentramento per individui improduttivi. Malati che sfidano la cabala delle visite fiscali, anziani sani, anziani malati che escono coraggiosamente con temperature rigide, quelle che una volta si chiamavano casalinghe e la massa dei disoccupati che difficilmente si distingue da chi, invece, lavora su turni e guarda caso, in quel momento lì, è di riposo. Dicono infine che il cantante dei Mine, che sono italianissimi – oltreché immaginari, come avrete capito – ma non si sa bene di dove, abbia chiesto di poter essere cremato con la faccia dipinta da Bowie di Aladdin Sane, in caso di morte. Il resto della band, che poi è un tastierista tuttofare che rende la band un duo ai minimi termini, invece non si è pronunciato ma crediamo che, in una situazione analoga, non rinuncerebbe certo al giubbotto di pelle striminzito che – ancora a proposito del Duca – sembra uscito da uno dei provini fotografici per l’album Heroes. Ma, per tornare alla musica di noi miseri mortali, “Ignoranza passiva” segna un nuova svolta verso i territori gelidi del decostruttivismo melodico. Strumentazione più che minimale a bordone della solita sovraesposizione sfarzosa alle paure del post-moderno che, non dimentichiamo, sono le stesse di noi che proviamo a recensire dischi invisibili come questo. Che poi, mine si pronuncia all’italiana o all’inglese?

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3 pensieri su “MINE: “Ignoranza passiva”

    1. è molto semplice, in realtà: ho deciso di darmi al business delle recensioni inventate di dischi mai pubblicati di gruppi italiani indie inesistenti. Con questo escamotage ho un canale in più per scrivere le mie cose (camuffandole appunto da finte recensioni) e diventare un vero autore americano.

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