gomorra e friarielli

Non riuscivo a chiudere la finestra, tanto era forte il vento. Sembrava un uragano e a complicare il tutto era partita all’improvviso una ghost track da un cd che ero convinta fosse finito da chissà quanto, con dei cori maschili che sembravano venire dall’oltretomba che avevano portato la tensione alle stelle. Ho fatto così notare a Rino che con quei presagi da fine del mondo avrei preferito restare a casa, ma i nostri amici ci stavano già aspettando e in più le pizze da ritirare sarebbero state sfornate di lì a poco. Si festeggiava Lia che aveva fatto armi e bagagli e si sarebbe trasferita in Portogallo, e l’aspetto curioso di questa storia è che non era la prima che sentivamo. Sembrava che il Portogallo facesse gola a tutti, in quel periodo, e egoisticamente avere un base d’appoggio per una futura vacanza ci avrebbe fatto comodo, non ditemi che voi non pensate a queste cose. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

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