e adesso invece che cosa vuoi sentire?

Una delle cose che mi affascina di più della musica è che ci sono periodi, giorni, ore e persino momenti in cui si ha voglia di ascolti a sé, molto spesso differenti e persino antitetici, ed è per questo che sarebbe interessante produrre dei grafici dove su un piano cartesiano ci sono tutti i generi e loro infinite sfaccettature del mondo e poi tutti i punti in cui ci troviamo quotidianamente per poi unirli e capire cosa viene fuori. Oggi sono da Dawn Penn e qualche minuto dopo mi va di immergermi nelle registrazioni approssimative e approssimativamente digitalizzate di un gruppo dark in cui suonavo a vent’anni, ma solo ieri sera ho messo su De André e nella pila di dischi che ho ascoltato negli ultimi giorni – mi piace lasciarli fuori scaffale per un po’ e quando la torre raggiunge un’elevazione a rischio per il vinile sotto metto tutto in ordine – c’è “The lamb lies down on Broadway”, il primo omonimo lp dei Duran Duran e persino “Tango” dei Matia Bazar. Oppure pensavo a quanto certi pregiudizi da cui ci lasciamo erroneamente guidare ci precludono cose interessanti. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

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