quindi le sette lune di Dalla erano per i sette nuovi pianeti, giusto?

L’uscita del sequel cinematografico di Trainspotting ha avuto due clamorose conseguenze: intanto sono in molti quelli che si stanno procurando una copia del primo, perché se l’avete visto al cinema appena uscito come è successo a me, era il 96 o giù di lì, non sono trascorsi proprio due giorni e vi giuro che il vuoto è totale. Malgrado questo sosteniamo da allora che si tratti di un capolavoro, e se continuiamo a convincerci di questa opinione un motivo di sarà. Tuttavia faccio grossa fatica a ricordare come sia stato possibile che abbia comprato il cd (una copia originale e nuova di zecca) degli Underworld, manco a dirlo nello stesso periodo, ma a parte “Born slippy” non saprei cantarvi nessun’altra traccia di quel disco. Trainspotting comunque ha 21 anni mentre io e Cobain andiamo per i 50 con due differenze. Lui, anche se strafatto, ora è della stessa materia dell’iperspazio e gli è concesso di provare l’ebbrezza degli anni luce e visitare con la sua consistenza rarefatta le sette nuove terre come quella che abitiamo e che non vedono l’ora di entrare in contatto con la nostra civiltà. A me, che sono ancora in carne ed ossa ma con una corposa componente di pizza e birra, toccano le misere sciagure degli esseri umani intrappolati nelle gabbie per i rifiuti del Lidl e documentate sul web. Che sfortunati. [CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

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