cercare l’identità di un popolo in un caffè

Cercare l’identità di un popolo in cose come i panini imbottiti, le acrobazie degli aeroplani o il caffè la dice lunga su quanto sia solida la nostra civiltà. Se è sufficiente l’apertura di Starbucks in Piazza del Duomo a mandarci in tilt e far scrivere a uno come Aldo Cazzullo che Starbucks è “un’umiliazione per un italiano” significa che c’è poco da fare. Il protezionismo culturale nel 2017 ai tempi dell’Internet, dei voli low cost e di quella che un tempo con disprezzo chiamavamo globalizzazione ma che adesso è il mondo in sé è una formula ingenua di applicazione dello stesso populismo disinformato che si nutre di titoli di articoli pubblicati da cani e porci e di cui nulla mi toglie dalla testa che qui in Italia siamo davvero campioni del mondo.

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