non ci sonno scuse

Quella che vedete qui sopra è una celeberrima foto che ha fatto il giro dei social e che ritrae Richard Branson in un ufficio di una sede australiana della Virgin mentre posa con un dipendente che si gode un pisolino. Non giungete a conclusioni affrettate subito: magari il dipendente è reduce da ventiquattro ore filate di lavoro e si è lasciato andare un po’ troppo, quante volte ci è capitato? Oggi in cui l’orario di lavoro non esiste più e ci viene richiesto di darci dentro senza interruzione perché siamo pagati a obiettivi, e l’obiettivo è finire il prima possibile, lasciarsi sorprendere dal sonno non è certo la fine del mondo. Il problema semmai è il ghigno da cacciatore con leone stecchito sotto lo scarpone post-safari del miliardario imprenditore e il disprezzo che emana la sua espressione: chi dorme non piglia pesci, chi vuole fare i soldi sta vigile a setacciare il mondo in cerca di occasioni fruttuose e di new business, mentre i perdenti si fanno la pennichella sul divano.

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