un incontenibile aprile

Pensavo di esserci finito dentro come si fa con i bacini artificiali che si formano a ridosso degli attraversamenti pedonali, quando piove di brutto e si deve riflettere per trovare il punto meno peggio e non fare il passo più lungo della gamba. Le auto che corrono veloci e ti lavano da capo a piedi esistono solo nella fiction o nelle città in cui ci si sposta ancora camminando muniti di impermeabile e ombrello, senza contare che, dalle mie parti, in certe strade se vedi un pedone ti devi preoccupare: nessuno si muove senza un tetto in lamiera sopra la testa. Ma avrete notato anche voi che è da un po’ che non piove e anzi stiamo vivendo una temperatura particolarmente superiore alla media, quindi il fatto non sussiste. Per questo mi trovate d’accordo con chi sostiene il contrario, e cioè che è il mese aprile che è esondato dai suoi margini pre-primaverili e ci ha impregnato tutti con i suoi forti odori di vita, di stimoli e di ormoni dell’accoppiamento. Io non amo vaccinarmi contro l’entusiasmo stagionale, non faccio nessuna crociata contro chi sceglie di farlo – e non venitemi a dire che è un comportamento da irresponsabile perché mette a repentaglio la salute altrui perché non ci credo – ma preferisco curarmi con i metodi naturali e, devo dire, fino ad ora mi è andata di lusso.

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