da prendere alla lettera

Nello spogliatoio Giorgio ha fatto il figo con il suo logo della Alternative Tentacles tatuato intorno all’ombelico fino a quando si è spogliato quel ragazzino tenebroso e, dandoci le spalle, ci ha fatto involontariamente notare l’avvertimento “Do not disturb” impresso a caratteri importanti – un font che ai tempi dei meme viene spesso utilizzato per enfatizzare il paradosso tra immagine e contenuto – alla base della nuca. Parole che mi hanno fatto riflettere perché molto più disruptive, come si dice oggi, rispetto ad altri messaggi sin troppo sopravvalutati a partire dalla scritta “Hate” sul cappotto di Ian Curtis o persino una dichiarazione di intenti come “Ignore alien orders” che mette alla larga ogni persona con un minimo di buon senso dalla chitarra di Joe Strummer. La preghiera di lasciarci perdere come paradigma della nostra vita costituisce una bella sfida e, soprattutto, non è da tutti.

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