cose da fare quando calano gli ascolti

C’è chi sostiene che il bello di vivere nelle metropoli sia la bassa probabilità di incontrare le stesse persone con continuità, un plus non da poco considerando che di routine ne abbiamo fin troppe. Si tratta di una filosofia – se vogliamo chiamarla così – che scaturisce dalla nostra attitudine a osservare le facce delle persone, ricordarsele, osservarle una seconda, terza e quarta volta per confermare la veridicità di questa teoria strampalata. Un approccio che può essere pericoloso perché ti fa venire voglia di far parlare i visi che si passano in rassegna e quando inizi con questa storia delle conversazioni non ne esci più. Oggi parliamo di meno, forse parliamo più al telefono, ma in genere siamo molto più concentrati su noi stessi. Ci rivolgiamo al nostro interno che non è fatto solo di corpo, mente, anima, coscienza o come diamine la vogliamo chiamare. Abbiamo aggiunto una componente digitale alla nostra natura che teniamo tra le dita, in mano, appoggiata sulle ginocchia quando siamo seduti, con diramazioni nelle cavità auricolari, ricca di colori e di suoni, piena di cose da leggere, contemplare, osservare, imparare o dimenticare, condividere, suggerire, commentare, riflettere.

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