ecco perché i musicisti non sono simpatici

La recente intervista di Manuel Agnelli a Linkiesta, che trovate qui, ha riacceso l’annoso dibattito sulla simpatia delle mezze-popstar di casa nostra e, più in generale, di chi ha velleità di sfondare con la musica. Gli artisti sono affabili o interpretano forzosamente il ruolo delle persone burbere perché lo impone il cliché da seguire? Mostrarsi accondiscendenti con qualunque espressione del sistema come lo conosciamo significa scendere a compromessi e, conseguentemente, contaminare la nostra purezza intellettuale? Prestarsi al gioco delle convenzioni sociali aumenta o abbatte le vendite dei dischi o dei libelli di racconti autobiografici? In Italia il durismopurismo è un fenomeno diffuso almeno sin dai tempi di Gaio Muzio Scevola e ha avuto il suo culmine soprattutto nelle discipline della politica e della musica indie. Potremmo andare avanti mesi se non anni a parlare del fastidio che manifestiamo per i compromessi tra partiti – d’altronde non esiste una traduzione appropriata del termine Realpolitik in italiano e forse il motivo è che a noi non ci interessa – e ci vorrebbe altrettanto tempo a ricordare quello che succede quando una band underground qui da noi firma con una major o quando il Manuel Agnelli di turno va a fare il giudice a xFactor.

[CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DOVE PRESTO MI TRASFERIRÒ CLICCANDO QUI]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...