e comunque Gilbert Blythe è un figo vero

Le trasposizioni sul piccolo o grande schermo di storie popolari e note hanno il forte limite della presenza di un macroscopico spoiler insito nella trama stessa e la sfida è apprestarsi alla loro visione già sapendo cosa succede e, soprattutto, come va a finire. Pensate a Titanic. Pensate alla Bibbia. Pensate a un film su Aldo Moro. Per fortuna ci sono modi e modi per godersi uno spettacolo, e l’ossessione o il semplice anelito per il coup de théâtre, anche se diffuso, non sono gli unici. Vedreste mai, per esempio, una serie TV sulla storia di “Anna dai capelli rossi”? Se ponete a me questa domanda la risposta è un SI grande come una casa, anzi come la stessa casa dal tetto verde in cui Anna Shirley Cuthbert viene adottata. Quindi, cari amici sottoscrittori di Netflix, mollate tutto quello che state seguendo e dedicatevi a “Chiamatemi Anna” anche se come vanno le cose nelle comunità di Avonlea e Charlottetown lo sappiamo benissimo, avendo seguito tutti quanti da bambini più o meno cresciuti il celeberrimo cartone giapponese.

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