visto da dietro nessuno è normale

“Specchio, servo delle mie brame” è da sempre la formula magica per avviare la sessione di video-conferenza con quella specie di spirito a cui possiamo porre qualsiasi domanda e che, a suo modo, risulta il precursore dei vari aiutanti altrettanto efficienti che sbrigano le cose per noi sui dispositivi smart in nostro possesso. In effetti ci ho provato centinaia di volte a connettermi, in bagno, nelle vetrine dei negozi e in ascensore, ma senza successo. Dipende dalla disponibilità di rete, probabilmente, o da qualche protocollo obsoleto integrato negli specchi che gli standard di trasmissione wireless oggi, così distanti dai tempi di Biancaneve, non supportano più.

Gli specchi così tornano a svolgere il loro compito per il quale sono stati inventati e c’è già abbastanza mistero in questo, secondo me, senza tirare in ballo entità che si manifestano da dimensioni a noi sconosciute, a partire dal nostro subconscio. Ma l’incantesimo che non smetterà mai di stupirmi è quando mi trovo in mezzo a specchi che riflettono specchi che riflettono specchi eccetera eccetera.

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