about

Sono un ex-tastierista, dedito alla blogterapia come valvola di sfogo a una insana attività di copywriter e fondatore del movimento di pensiero “Give synth a chance”. A 70 anni, se sarò ancora vivo, rintraccerò a uno a uno chi so io e riformerò una nota band di post-punk e new wave da balera. Se ti sei riconosciuto in questo messaggio in codice inizia ad accordare la Telecaster. Scrivetemi a plus1gmtchiocciolagmailpuntocom.

P.s. in realtà, questa è la pagina dei commenti di Claudia.

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98 pensieri su “about

  1. Ho letto “Correzioni”.
    Non mi è piaciuto.
    Annaspavo in quel miliardo di parole, capitolo più capitolo meno.
    Annaspavo nei vagheggiamenti del professore e nelle lenzuola della sorella.
    Non ci capivo niente, mi dimenticavo la pagina a cui ero arrivata.
    Detestai il programma alla radio che lo aveva decantato. Tutti quei soldi buttati.

    A distanza di anni, è uno dei pochi libri di cui abbia avuto voglia di discutere e non raccontare.
    Perché io li racconto i libri che leggo. Mi animo, presento i personaggi come fossero dipinti di cui ho conosciuto i modelli. Mi inerpico su descrizioni di scene che gli occhi hanno letto e la mente rappresentato.

    Beh, “Correzioni” non l’ho mai raccontato. L’ho discusso. A morte. Con chiunque si prestasse.
    E non riesco a regalarlo.

    Così, per dirtelo.
    Sì, lo so. Ho un uso della punteggiatura orripilante.
    A scatti.

    Claudia

  2. …un po’ mi fa rivalutare Franzen, che qualcuno ci abbia trovato un filo di speranza, tanto da versare almeno una lacrima…però…

    AVVERTENZA: questa mia contiene anticipazioni, commenti, spoiler e robe varie sul finale di Liberta di J. Franzen, chi non volesse maledirmi e/o rovinarsi tale finale è pregato di non leggere.

    ma ti pare che dopo sei anni, dopo che l’amante è morta, il rocker se n’è fatto una ragione di essere famoso (bontà sua), connie continua a non capire in che mondo vive e a non rivolgersi ad un buon psicologo, jessica s’è riconciliata con il suo complesso d’epido e c’è un nuovo killer di felini in circolazione, una demente si fa quasi ibernare per poi distruibire biscotti per le feste natalizie in un quartiere di nuovi arricchiti neo-ambientalisti-amo-la-campagna-e-le-villette-a-schiera americani???????

    [ecco, ora sei libero di condividere l’osservazione della mia coinquilina che l’altra sera, davanti al frigo semiaperto in canottiera (la coinquilina, non il frigo) dinanzi alle minacce di voli fuor della finestra del famoso libro, ha pronunciato la fatidica frase “a me avete rotto le palle voi, brutti cinici del ca..o!”]

  3. Non potevo non scriverla anche qui, la mia prima compilation regalata:
    LATO A
    REM – At my most beautiful
    Massive attack – Karmacoma
    Garbage – Deadwood
    Moloko – The time is now
    Soundgarden – Black hole sun
    Radiohead – Karmapolice
    Natalie Imbruglia – Identify
    White Town – Your woman

    LATO B
    Bjork – Hunter
    Texas – Summer sun
    Everything but the girl – Missing
    Nirvana – In bloom
    Loreena McKennit – The mummers’ dance
    Cardigans – My favourite game
    David Bowie – Ziggy stardust
    Suzanne Vega – 1) Blood makes noise
    2) Rosemary

    Ah, ovviamente con la scritta in basso “raccomandazione: ascoltare ad alto volume”.

  4. OT: esiste un posto dove appoggiare la stanchezza?
    Un angolo impolverato del comò, un gancio in alluminio tra due mattonelle?
    Come per una collana con le perle troppo grosse. O un fermaglio pacchiano.

    1. fossi in te, farei un bel file zip con la stanchezza e tutto quello che non ci sta in cantina e lo metterei su un sistema di storage internet gratuito, tipo mediafire 🙂

      1. era per non farti preoccupare, dirti “sono ancora viva”, ma non mi è uscito bene…forse la prossima volta è meglio “sono ancora viva” 🙂

  5. Va bene, il vinile. Arriviamoci dunque a questo feticcio intergenerazionale che crea dubbi a quelli nati negli ’80, ’90 e cento BUM!
    Io me li ricordo (perché anta sì, ma col 7 davanti) e non è che mi ricordi ‘sto gran suono, ‘sta gran perfezione.
    va bene, ho bestemmiato. lo capisco. sono ospite. non si fa a casa d’altri. va bene. scusa. non si fa. ho capito. però…no no no va bene. basta. ciao. 🙂

      1. 3 ore a salire, 2emezza a scendere, di cui 5 ore e 25 minuti passati ad ansimare e maledire me, la mia pigrizia e soprattutto l’inutilità dell’era moderna se nell’abbonamento alla palestra non è compreso il servizio di trasporto (ovviamente contro volontà) alla suddetta palestra da parte di energumeno che minaccia di morte i pesci o le piante del terrazzo se su quel tapis roulant non ci corri, porca miseria!!
        Detto questo, spettacolo incredibile. Lo Stromboli sembra lanciare manciate di rubini sui propri profili per far invidia alla notte che non può vantare colline.

  6. Che fine ha fatto Claudia?
    (quesito a risposta multipla)

    |_| è stata inghiottita da un lemure giagante vestito di rosa mentre placida stava stesa a prendere il sole con il suo costumino a fiori color verde acido come forma di protesta nei confronti della moda del momento che dichiara colori imperanti quelli fluo per questa estate. Si sa che i lemuri non ci capiscono niente di moda. Soprattutto quelli giganti. Sioprattutto quelli vestiti di rosa

    |_| ha vinto l’enalotto, ha salutato tutti i burattini, ha dato fuoco alla baracca, che tanto chissene e poi si è data alla pazza gioia in un giro del mondo inconsueto che prevedeva ila visita dei paesi in rigoroso ordine alfabetico. Il caro benzina ha reso improbabile giungere oltre la D, pertanto adesso risiede in djurbejistan senza sapere nemmeno dove si trova vendendo filetto di trota in scatola

    |_| è stata rapita da un principe azzurro a cavallo di un caval e adesso è in attesa che torni dall’ultima battaglia con un drago, tanto che sta pensando che forse sarebbe stato meglio stare con un marinaio che magari pure le metteva le corne, ma vuoi mettere stare al mare tutto l’anno piuttosto che pulire corazze che il sangue di drago non viene via manco col sidol

    |_| c’è, c’è sempre stata, ma a volte si nasconde dietro la stanchezza

    1. Avete visto? Lo sapevo che sarebbe tornata. Io so la risposta ma non la dico per non influenzare i lettori di questa pagina che ormai si sta trasformando in uno spin-off. Vediamo chi si avvicina di più.

  7. simpatica Anna.
    detto questo, oggi ho scoperto che chiamo le donne femmine e gli uomini maschi.
    che sia il retaggio dei bagni a scuola o la sottile convinzione inculcata la solerte genitore ingegnere che ovviamente sono meglio i maschi che le (puah) femmine, io al cialtrone l’avrei menato.
    con una chiave inglese da 18.

  8. Ho visto Obama alla fermata del tram.

    Posta la scarsa simpatia della frase, il doppio senso si capisce solo dopo (o almeno sono i miei stanchi e poveri neuroni – esausti nel capire i programmi della lavatrice – che lo hanno capito dopo giorni).

    Ma la domanda è un’altra: perché una tipa con un cappellaccio nero, impermeabile e scarpe da ginnastica dovrebbe far finta di vedere la tv su un cellulare quando era tanto comodo il più ampio giornale da guardone? Magari con i due buchi per vedere?
    Le nuove tecnologie ci stanno togliendo anche questo: i costumi riconoscibili, l’avvertimento dell’abito che fa il monaco…e che palle però.

    (PS: posso pagare l’affitto in ammorbidente…unica cosa che abbonda in questo momento in questa casa, dimenticando io di metterlo…come al solito)

  9. Capisco che sia la pagina dei commenti di Claudia… però mi sono trovata qui a leggiucchiare in giro e… ^_^ posso venire anche io a sentirvi in balera quando avrai 70 anni o giù di lì!?

  10. a tutti auguro memoria per la storia (anche personale) e ricerca di identità: la Liberazione serve anche a noi contemporanei

    …così come la libera-mente

  11. Ho una domanda semplice: perché stanno sparendo le cartolerie?
    Quelle dove trovavi i quaderni, la carta e i pennarelli senza doverli necessariamente chiamarli Pantone e citare numeri a memoria di sfumature che peraltro manco sapevo esistere!

    1. la grande distribuzione ha spazzato via tutto, però mi sembra che le cartolerie, quelle che intendi tu, insieme alle panetterie siano gli unici negozi sopravvissuti, almeno da queste parti.

  12. Salve, sono in ritardo, come al solito. Mi sa che mi sono riconosciuto, ed ho iniziato ad accordare la Telecaster. A proposito, non è più nera, poi rossa, poi nera. L’ho persa di vista dopo quel Sanremo che ci avevano suonato le Bangles e Paul Simon. Che fine di merda per una Tele… Comunque c’é ancora, gialla e grattuggiosa come sempre.

  13. dunque, in questa estate ho (nell’ordine sparso che i neuroni mi consentono):
    – sorvolato un oceano,
    – scalato grattacieli (ma con ausilio di ascensori),
    – toccato aceri,
    – pedalato attorno ad un lago (dopo 18 anni che non toccavo un manubrio e non per vezzo d’equilibrismo),
    – visti acrobati e musicisti,
    – ballato ad un matrimonio in puglia,
    – tornata a lavoro, poi andata, poi tornata e ripartita di nuovo.
    Ora sono qui e aspetto i racconti delle vostre vacanze.
    no?

    1. la cosa mi onora e mi inorgoglisce, ma sicuro che i tuoi lettori abbiano voglia di un’ospite in casa?

      mi spiego

      i blog sono porte, finestre, a volte terrazze sui tetti. ognuno ne ha una visione parziale, come quel famoso film di Hitchcock. allora se ogni tanto a fare l’ombra cinese tra le tende arriva un’altra figura, magari anche simpatica eh (come sono io e guai a chi solleva sopraccigli fogli o cavalli!!), ma sempre estranea alla fauna abituale l’effetto è lo spaesamento.

      tienimi nel pianerottolo che ha un bell’affaccio sul cortile. ci sono vasi di piante verdi, un tappetino liso ma pulito e il vento ogni tanto che solleva una tenda sottile.

  14. allora, mettiamola così: a me piaccione le cose desuete. se poi non le usa nessuno meglio. mi piace la mitologia, la letteratura romanza, gli acrostici, l’antropologia culturale tipo mitici anni sessanta col professore giovine che ti fa venire le crisi ormonali.

    ma più di tutto mi piace l’idea che ci sia ancora qualcuno (e io, ai tempi, in quel gruppo non ci sono rientrata) che decide di studiare qualcosa senza necessariamente avere in testa che ci sarà il lavoro per quello che ho studiato, ma perché è bello studiarlo.

    lo so che questo incoraggia la mammonite e la crisi delle università che non si rinnovano mai. evvabbene, sono nostalgica. sarà l’età.
    gnè!

    1. concordo sulla letteratura romanza, anche se al giorno d’oggi è fondamentale per l’economia. Pensa che io ho fatto la tesi di Letteratura Latina, e ora a distanza di 20 anni non saprei nemmeno tradurre due righe di Virgilio

  15. Ci sono volte, sere o pomeriggi d’autunno inoltrato che senti la frenesia di scrivere. Scriveresti due volte e ritorno guerraepace o le 33cantiche, ma non vengono le parole. non esce niente di compiuto, di sensato. quelli sono i momenti in cui ti viene la paura di non avere più niente. di essere arida come il sahara nei mesi di siccità. di aver perso quella cosa antipatica che si chiama ispirazione e che se la chiami non viene mai.

    Quello è uno di quei momenti preziosi. di piano sentire e poco esprimere. ho imparato ad accettarli ed a volerli senza scacciarli.

    Così, ecco, per dire.

  16. mi interesserebbe fare un’analisi sociologica sui gruppi musicali (diciamo quelli veri non costruiti a tavolino per via di bei faccini o altre “belle” parti anatomiche):
    – meglio la tirannia o la democrazia?
    – il modo in cui si sistemano sul palco rispecchia le dinamiche interne?
    – i bassisti sono sempre più amici dei batteristi?
    – quelli che suonano le tastiere sono di fatto i più sfigati?

    Chi mi dà degli spunti?
    Claudia

    1. posso darti tutti gli spunti che vuoi, ora ti preparo un bel trattato e poi lo pubblico qui sotto. Tieni conto che io ero un tastierista, e su questo ruolo puoi già trovare numerosi approfondimenti in queste pagine. Prima però spiega a me e al mio pubblico, con il massimo tatto perché ti rammento la mia sensibilità, cosa ti fa pensare che quelli che suonano le tastiere siano i più sfigati. Sentiamo.

      1. ooops!
        perché siete quelli che non si possono muovere per il palco (come fanno i chitarristi per dire), di solito state a lato palco se non siete anche i lead singer e state nella posizione più statica a suonare (in piedi con le braccia tese verso i tasti). ora mi dirai, evvabbè, pure il batterista non si muove per il palco…sì, ma fa normalmente un casino dell’ottanta e sta a centro palco ad un tiro di schioppo dal cantante.
        allora mi chiedo, è vero che siete quelli più sfigati? ma non in senso assoluto (a parti inverse ad un falò normalmente quelli sfigati sono i chitarristi che suonano mentre tutti si baciano, mentre i tastieristi hanno sensabilità tattili e dita allenate…e mi fermo qui perché dopo la mia gaffe fartelo pure diventare un blog a luci rosse non va bene).

      2. Ci sono tastieristi molto ballerini, posso farti l’esempio dei Subsonica, ma le eccezioni non sono molte e per questo ti do ragione. Un tempo usavano tastiere da mettere a tracolla, tipo chitarra, non so se per ragioni anagrafiche ti ricordi Sandy Marton che lanciò la moda. Io non l’ho mai usata perché mi sentirei ridicolo. E il fatto di non poter portare con sé il proprio strumento è sicuramente un handycap, non a caso i gruppi classici voce-chitarra-basso-batteria sono più flessibili di quelli che hanno le tastiere e spendono anche meno quando devono spostarsi per concerti. Il tastierista spesso deve spostare strumentazione ingombrante e pesante e raramente ce la fai con una macchina sola. Per non parlare delle situazioni che hai descritto tu, di certo non è uno strumento da outdoor. Per il resto mi astengo da ogni giudizio su allenamento e sensibilità delle dita, posso spezzare una lancia a favore dei tastieristi aggiungendo che raramente ci vengono i calli sulle dita che funestano i polpastrelli dei chitarristi. Ti ho convinto?

  17. avrò avuto 9 o 10 anni.
    vivevamo in una casa dai soffitti alti, affacciata su un cortile ampio, pieno di finestre, accanto a un campanile e alla canonica.
    i miei facevano sempre un albero che arrivava fino al soffitto a Natale.
    non passava dalle scale e lo dovevamo issare dal terrazzo tutti gli anni.
    era una procedura complicata: mamma tirava di sotto la corda, mio padre ci legava il tronco nella sua parte bassa, poi ci chiedeva di issarlo fino a che non assumeva la posizione verticale (mio padre ci aiutava sollevandolo dal basso), poi io e la mamma lo tenevamo in equilibrio fino a che mio padre col fiatone arrivava dalle scale e lo issava a braccia. il mio babbo era forzutissimo.
    quell’anno, mi sono distratta e l’albero è quasi crollato.
    mio padre da sotto tirò una madonna. siamo toscani, siamo fatti così.
    solo che il cortile amplificò, facendo partecipare tutto il quartiere all’invocazione fuori controllo.
    mia madre imbarazzata, provò a dire (era il 23 sera) “ma…non dire così, pensa che in questo momento ha le doglie”
    la risposta fu “se stava più attenta, non succedeva!!”
    fu così che a 9 anni, vicino a Natale, scoprii la contraccezione, l’attenzione per il corpo femminile, la responsabilità connessa all’essere donna. tutto grazie al babbo e alle invocazioni sotto (fisicamente) un albero di Natale.

    1. Mi sento chiamato in causa e quindi scrivo..
      Un po’ di commenti fa hai detto di non voler trasformare questo blog in un blog a luci rosse. Io invece ti prego, fallo (perlappunto)!. Molto meglio di uno blasfemo. Anche se c’è di peggio che bestemmiare, ed è bestemmiare mentre porti l’albero di Natale. Che squallore…

      Uno dei TANTI toscani non bestemmiatori..

  18. quando ero giovane pensavo che un copywriter fosse il compagno di banco che mi voleva copiare le formule di matematica durante le verifiche.
    Poi purtroppo sono cresciuto. Ma con il desiderio di essere io stesso un copy.
    Adesso adoro chi usa magicamente le parole come strumento per suscitare emozioni, amalgamanadole, storpiandole, evidenziandole per ottenere qualcosa sempre nuovo.
    Quindi se c’è da adottarne uno …

  19. Sto facendo la scansione del disco al mio pc oggi particolarmente rallentato.
    Tempo impiegato 1:18:17 e siamo al 79,2%.
    Così tanto per dirti che è dall’inizio dell’1% che sto qui inchiodata a leggere.
    E avevo altri programmi per stamattina.

  20. Ciao, tu.
    Questo è uno dei posti grazie al quale capisci cosa vuol dire Terzo Millennio.
    M’hai preso un articolo da L’Undici e l’hai messo qua, facendomi scoprire st’anfratto. Grazie per tutte e due le cose, adesso ho un altro modo per prendere tempo (e non è un refuso, “prendere”).

  21. plus, una domanda: un copywriter si occupa anche di campagne di crowdfunding? se sì, posso chiederti un micro-consiglio pvt?
    (se no, in ogni caso considerati adottato ugualmente, da tempo, da uno che cerca di essere adottato come ricercatore precario da altrettanto 😉 )

    1. Scusa il ritardo con cui ti rispondo. Scrivimi pure a plus1gmt chiocciola gmail punto com. Se intendi scrivere testi per campagne di crowdfunding sì, anche se a me non è mai capitato, comunque se posso esserti utile fammi sapere.

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